“Il primo rischio legato all’uso dell’IA nella scelta dei regali è di tipo qualitativo, ossia una spersonalizzazione dell’acquisto, con i consumatori che hanno delegato un sistema tecnologico che non conosce gusti e abitudini né di chi compra un regalo, né di chi lo riceve, portando così a doni che si sono rivelati spesso inadeguati al destinatario”, afferma il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele.
“L’altro grande pericolo – aggiunge – è di tipo quantitativo: con l’IA si abbassa la soglia d’attenzione in fase di acquisto, con una eccessiva fiducia nello strumento tecnologico che fa aumentare il numero di ordini e diminuire le difese critiche relativamente ad esempio a prezzo, qualità del prodotto o recensioni negative, portando così i cittadini a spendere di più per regali oltretutto sbagliati”.