BRINDISI – Si chiude con due assoluzioni il processo relativo all’ampliamento di un trullo in contrada Montevecchio, a Ceglie Messapica, con piscina a sfioro. Erano a processo il proprietario dell’immobile – e del terreno – e il legale rappresentante della ditta che aveva eseguito i lavori. Le accuse erano diverse, ma tra assoluzioni in abbreviato e “non luogo a procede” in udienza preliminare e prescrizioni a dibattimento in corso, è rimasta in piedi solo l’accusa di combustione illecita di rifiuti pluriaggravata.
La sentenza della giudice monocratica del tribunale di Brindisi Anna Guidone risale al 15 settembre 2025, mentre le motivazioni sono state depositate nei giorni scorsi. Il titolare della ditta, il 53enne di Grottaglie Vito Urgesi – difeso dall’avvocato Francesco Sabatelli – è stato assolto per particolare tenuità del fatto. Il proprietario, il 40enne cegliese Rocco Suma (difeso dall’avvocato Ladislao Massari), è stato anche lui assolto, con la formula “per non aver commesso il fatto” (secondo comma, quando la prova è mancante, insufficiente o contraddittoria).
Il processo era nato da un’indagine dei carabinieri forestali, coordinata dal pm Raffaele Casto (all’epoca alla procura di Brindisi, ora a Taranto) e riguardava soprattutto alcune ipotesi di reato in materia di abusivismo edilizio. Il 30 marzo 2023, durante l’udienza preliminare di fronte al gup Valerio Fracassi, due imputati erano stati assolti in abbreviato e per sette era stato pronunciato il “non luogo a procedere”.
Rimaneva in piedi solo questa accusa e quella relativa a una presunta “esecuzione di interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, in assenza del permesso di costruire, in zona sottoposta a vincolo paesistico”. Di questa ipotesi ne rispondevano Rocco Suma e Giuseppe Domenico Suma (35enne cegliese), in qualità di direttore dei lavori. Questa accusa è andata prescritta.
Nelle motivazioni si legge che è provata la combustione dei rifiuti, in maniera incontrollata, in diverse aree del cantiere e all’interno di un recipiente metallico, utilizzato per i lavori di ristrutturazione: erano pezzi di legno, vetro, cerniere di mobilio, lattine in alluminio, polistirolo, sacchetti in carta di cemento, plastica e residui di potature. Il fatto è stato però giudicato tenue, per questo Urgesi, da cui dipendevano i lavoratori, è stato assolto. Mentre, per quanto riguarda Rocco Suma, gli elementi emersi in istruttoria non sono stati sufficienti a ritenere che ne fosse a conoscenza.
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