EvenepoelRemco Evenepoel e Tadej Pogacar al Lombardia 2025: i due, nel 2026, dovrebbero sfidarsi anche alla Milano-Sanremo e al Giro delle Fiandre (credit: Alpozzi/LaPresse).
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Un inverno senza intoppi, una nuova maglia sulla pelle e un obiettivo chiaro in testa: vincere il Tour de France. Remco Evenepoel, dopo il passaggio dalla Soudal Quick-Step alla Red Bull-Bora-hansgrohe, appare sereno e determinato più che mai. In un’intervista a Sporza, il doppio campione olimpico di Parigi 2024 ha tracciato la rotta per la stagione 2026, il cui punto di fuoco sarà il ritorno alla Grande Boucle per la terza volta in carriera.

«Se penso di poter vincere il Tour de France? Sì», dichiara senza esitazione il belga, triplice campione del mondo a cronometro. La sua fiducia poggia su un percorso pianificato: un inverno di lavoro impeccabile e una primavera di conferme, a partire dalla Volta a Catalunya (23 marzo). «Se lì saprò dimostrare di essere pronto per vincere, come nel 2023, allora penso di poter raggiungere il livello che serve per il Tour. In questa squadra, con tutto il sostegno e il lavoro scientifico, c’è ancora spazio per migliorare».

Sulla sua strada, però, c’è un gigante: Tadej Pogačar, vincitore di quattro degli ultimi sei Tour. Lo stesso sloveno ha recentemente espresso il timore che Evenepoel possa fare un salto di qualità con il nuovo team. «Forse era un giochetto mentale…», sorride Evenepoel. «Io comunque punto a essere migliore di lui. È difficilissimo, ma è anche il motivo per cui ho cambiato squadra: per fare quei passi in più».

Il punto di lavoro è chiaro: «Devo migliorare negli sforzi ad alta intensità. Quando Pogačar attacca, riesco a stargli dietro per un po’, ma non abbastanza. È lì il margine di crescita. Ho ritrovato la voglia di fare una fatica tremenda in allenamento, che è fondamentale per superare i propri limiti».

Al Tour, la strategia della Red Bull-Bora-hansgrohe punterà sulla complementarità. Evenepoel condividerà la leadership con il tedesco Florian Lipowitz, terzo nel 2025. «Siamo due corridori diversi: io più esplosivo, lui più da passo costante. Insieme possiamo funzionare bene. Dovremo essere complementari per coronare l’obiettivo: vincere il Tour».

Una nota di rammarico riguarda il Giro d’Italia, assente dal suo programma. Il ricordo dell’edizione 2023, quando fu costretto al ritiro mentre indossava la Maglia Rosa, è ancora vivido: «È il più grande ‘cosa sarebbe successo se?’ della mia carriera. Penso che l’avrei vinto. A quel punto mi sarebbe mancato solo il Tour per la Tripla Corona. Invece… devo ancora vincerne due».