È stata prorogata fino alla fine del 2026, da parte della Regione Toscana, la possibilità di effettuare lo screening gratuito per eliminare il virus dell’epatite C. I test, che riguarderanno la popolazione di età compresa tra i 37 e i 57 anni, i detenuti e i soggetti in cura presso i Serd, i Servizi per le dipendenze, verranno effettuati dai medici di famiglia, nelle farmacie pubbliche e private e dalle associazioni di volontariato che si dichiareranno disponibili ad effettuarli.

“Continua – spiegano il presidente della Regione, Eugenio Giani e l’assessora regionale al diritto alla salute, Monia Monni – il nostro impegno per la salvaguardia della salute dei cittadini della Toscana. Sottoporsi al test è importante per evitare di contrarre una malattia che può avere esiti molto gravi. Per questo invitiamo tutti a farlo. Dopo l’invio di una lettera di invito da parte dell’Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica il numero di coloro che hanno fatto il test è praticamene raddoppiato. Adesso siamo a oltre 100.000, ma siamo soltanto al 10% del target. Il test è assolutamente gratuito, consiste in una piccolissima puntura su un dito, il risultato è immediato e non farlo è proprio un errore”.

Che cosa è l’epatite C e come si trasmette

L’epatite C è un’infezione del fegato causata da un virus (l’Hcv) trasmesso mediante contatto con sangue infetto. È pericolosa perché la malattia spesso decorre senza sintomi per anni, ma col tempo può diventare cronica ed evolvere in forme molto gravi e progressive, che vanno dalla cirrosi al cancro al fegato. Invece se diagnosticata precocemente, le possibilità di guarigione sono molto elevate. La Regione sottolinea che anche chi non ha ricevuto la lettera da parte di Ispro, ma è nato tra il 1969 e il 1989, può eseguire gratuitamente il test di screening.

Nel caso in cui il test risultasse positivo è necessario recarsi dal proprio medico di medicina generale per il test di conferma. Se anche quest’ultimo risultasse positivo, il cittadino sarà indirizzato al Centro specialistico di riferimento per avviare il percorso di cura che sarà a base di farmaci che vengono somministrati per via orale per 8-16 settimane e portano alla guarigione in più del 95% dei casi, senza o con minimi effetti collaterali. Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina internet dedicata della Regione Toscana.