ROMA. «Un momento difficile». Con queste parole Juan Carlos Ferrero ha descritto il suo stato d’animo dopo la separazione dal suo pupillo Carlos Alcaraz, con cui ha lavorato per sette anni conquistando 24 titoli, tra cui sei Slam, e raggiungendo il numero uno del mondo. In una lunga intervista a Marca, l’ex campione spagnolo ha raccontato senza polemiche le ragioni della rottura e l’impatto emotivo che questa scelta sta avendo su di lui.
Ferrero ha parlato di un legame vissuto con grande intensità, spiegando come oggi sia ancora ferito e abbia bisogno di tempo per elaborare quanto accaduto.
«Mi farà male vederlo giocare nei tornei», ha ammesso, definendo Alcaraz un giocatore dal carisma impressionante e confessando che non sarà facile seguirlo da semplice tifoso. Al momento, ha chiarito, non vuole forzare decisioni future, preferendo rispettare la propria emotività.
L’ex numero uno del mondo non ha però chiuso del tutto la porta a nessuna ipotesi. Un possibile ritorno nello staff di Alcaraz non è escluso, così come un nuovo incarico altrove. «Se arrivasse un’offerta di Jannik Sinner ci penserei», ha detto, sottolineando però che oggi sarebbe impossibile riprendere subito ad allenare. Dopo otto anni senza pause, Ferrero ha spiegato di apprezzare anche il tempo trascorso a casa.
La separazione, ha ribadito, è maturata di comune accordo e non ha intaccato il rapporto umano. Divergenze su alcuni aspetti con l’entourage hanno portato alla decisione, ma senza litigi. Il lavoro proseguirà ora con Samuel López, che guiderà Alcaraz a partire dall’Australian Open, primo torneo Slam senza Ferrero in panchina. «Carlos ha tutto per superare questo momento e crescere ancora», ha concluso, dicendosi in pace con se stesso per aver dato tutto in questi anni.