di Sinistra Italiana Terni
Segreteria provinciale
Seguiamo con forte preoccupazione quanto sta accadendo nello stabilimento Sangraf di Narni Scalo e, sulla base delle informazioni emerse e delle segnalazioni ricevute, auspica che si attivino con urgenza tutti gli strumenti necessari a tutela della sicurezza, dell’ambiente e del lavoro. La società che risiede nello storico sito di produzione di elettrodi di grafite per la fusione dell’acciaio e che, negli ultimi anni, ha occupato centinaia di lavoratori e lavoratrici, tra diretti e indiretti, ha accumulato debiti elevatissimi nei confronti delle aziende locali dell’indotto e non solo. Tutte le fasi di lavorazione e le attività sono attualmente ferme, con esse anche le funzioni di salvaguardia degli impianti e di presidio del sito.
Il management e alcune delle professionalità più spiccate sono venute meno nell’organigramma aziendale, senza che vi siano state sostituzioni in pianta stabile, come richiede la complessità del ciclo produttivo Si stanno verificando nello stabilimento episodi di incursione di ladri con il rischio che vengano manomessi e danneggiati gli impianti di produzione. I lavoratori hanno ricevuto in ritardo stipendi e tredicesime mentre risulta arretrato il pagamento dei contributi previdenziali e dei fondi integrativi pensionistici e assistenziali.
«Riteniamo sia necessario – afferma il segretario provinciale di Sinistra Italiana Terni, Emiliano Listanti – fare immediatamente quadrato intorno alla fabbrica, alle lavoratrici e ai lavoratori, per difendere un asset produttivo che risulta fondamentale nel paese rispetto alla produzione di acciaio al forno elettrico, modalità quest’ultima maggiormente compatibile con il ridotto impatto ambientale».
Le condotte descritte mettono in evidenza un progressivo disimpegno della proprietà, iniziato da diversi mesi, che finora è stato negato dalla stessa in tutti i confronti istituzionali e sindacali, dove si sono presentati piani industriali mai messi in atto. Occorre un atteggiamento veritiero della proprietà sulle eventuali ostacoli alla piena produttività del sito, perché tali ostacoli possano essere rimossi. Sono in ballo il futuro di oltre 60 addetti e le prospettive di una storica azienda industriale che ha proiezione sui mercati mondiali. Troppo spesso accade che aziende straniere operino con il solo intento di sfruttare le maestranze e le professionalità dei nostri stabilimenti per realizzare il massimo profitto e poi scappare. Occorre vigilare attentamente, perché in questo caso, quanto sopra non accada.
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