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(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Borse europee in cerca di direzione nell’ultima settimana di negoziazioni dell’anno, mentre gli investitori puntano su almeno due tagli dei tassi di interesse da parte della Fed nel 2026. In tal senso si attendono i verbali che verranno pubblicati martedì 30 dicembre relativi all’ultima riunione dell’istituto guidato da Jerome Powell. Attesa anche per i numeri del mercato del lavoro, con gli occupati settimanali Adp e i dati sui sussidi di disoccupazione.
Le prospettive di allentamento della politica monetaria, unite alle incertezze geopolitiche, continuano ad alimentare la corsa dei metalli preziosi, con il nuovo record dell’argento oltre gli 80 dollari l’oncia. Occhi puntati anche sul fronte geopolitico, con i possibili sviluppi legati ai negoziati di pace per l’Ucraina. Così, si muovono all’insegna della cautela il FTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi, il DAX 30 di Francoforte e gli altri indici europei.
A Milano scivolano Leonardo e Fincantieri
Sull’azionario, a Piazza Affari pesanti i titoli della Difesa, in linea con il comparto europeo: Leonardo – Finmeccanica guida i ribassi, seguita da Fincantieri , ma entrambi i titoli si preparano a chiudere un 2025 da record. A pesare sul comparto sono le nuove prospettive di pace in Ucraina, dopo i colloqui del weekend tra il presidente Zelensky e il suo omologo statunitense, Donald Trump. Così a Francoforte scivola Rheinmetall , mentre a Parigi le vendite colpiscono Thales. Tornando all’azionario milanese, gli acquisti sostengono invece Diasorin e Nexi. Sotto osservazione Prysmian dopo che una joint venture guidata dalla società di cavi e Fincantieri ha firmato un accordo per l’acquisizione di Xtera Topco Limited, attiva nei sistemi “chiavi in mano” di telecomunicazioni sottomarine.
Sale il greggio su tensioni geopolitiche, su anche il gas
Sul mercato valutario, l’euro/dollaro è poco mosso, saldo ampiamente sopra quota 1,17. Sul fronte energetico, in rialzo il prezzo del petrolio dopo che i negoziati di pace per l’Ucraina tenuti in Florida nel week end non hanno portato risultati definitivi e alla luce delle dichiarazioni del governo cinese che pare intenzionato a intervenire a sostegno l’economia della Repubblica popolare il prossimo anno: il Wti sale a oltre 57 dollari al barile e il Brent supera i 61 dollari. In progresso anche il prezzo del gas naturale ad Amsterdam che punta ai 29 euro al megawattora.
Argento ritraccia dopo record, oro verso miglior anno da 1979
Sul fronte dei metalli preziosi, l’argento ritraccia dopo aver toccato un nuovo record oltre gli 80 dollari l’oncia. Da inizio anno il guadagno è stato di oltre il 160%. Già venerdì 26 dicembre l’argento aveva superato la soglia simbolica dei 75 dollari l’oncia per la prima volta in assoluto, mentre i metalli preziosi raggiungono livelli senza precedenti, sostenuti in particolare dall’incertezza economica e geopolitica. Al momento però gli investitori, tentati dalle prese di profitto, hanno iniziato a vendere. Così si verificano realizzi su platino e palladio, che nelle scorse ore a loro volta avevano fatto segnare nuovi massimi, e sull’oro spot (che resta vicino ai 4.480 dollari l’oncia), che si avvia in ogni caso a chiudere il miglior anno dal 1979 con un progresso di oltre il 70%.
