Mikel Landa svela i piani per la stagione 2026, la sua diciassettesima tra i professionisti. L’esperto corridore spagnolo è reduce da un 2025 piuttosto complicato nel quale ha pesato molto l’infortunio riportato al Giro d’Italia che lo ha costretto al ritiro nella prima tappa e che ha influenzato la seconda metà dell’annata a causa di alcuni problemi alla schiena, ma ora, risolti i fastidi e iniziata la preparazione, il portacolori della Soudal Quick-Step è pronto per affrontare il nuovo anno. Come svelato in un’intervista a Deia, il 36enne sarà nuovamente al via della Corsa Rosa con ambizioni di classifica, ma in seguito prenderà parte anche al Tour de France con l’obiettivo di un successo di tappa.
“L’idea è di iniziare con la Volta a la Comunitat Valenciana il 4 febbraio – le parole di Landa – Poi mi concentrerò su Catalunya, Paesi Baschi, Giro e Tour. Ho un conto in sospeso con il Giro d’Italia dopo quello che è successo l’anno scorso. Vediamo se questa volta andrà meglio. Poi, per il Tour mi hanno dato la libertà di andare a caccia di tappe e di non concentrarmi sulla classifica generale. Mi piace questo doppio ruolo”.
Lo scalatore spagnolo è ritornato su quella caduta che lo ha costretto ad abbandonare il Giro 2025 già nella giornata inaugurale: “Non ho ancora voltato pagina del tutto. C’ero andato con grande entusiasmo e voglia di fare. Mi sentivo davvero bene e nella mia testa c’era l’idea che sarebbe stata la mia ultima occasione, ma tutto è andato in fumo il primo giorno. Ho questo dubbio: riuscirò a godermela?”
Assieme al 36enne, nel GT italiano sarà presente anche un’altra delle punte della squadra: “Ci sarà anche Paul Magnier come sprinter e con lui cercheremo di ottenere vittorie di tappa, mentre io punterò a un buon piazzamento nella classifica generale“. Come detto, alla Grande Boucle di luglio l’obiettivo sarà invece diverso: “Mi hanno lasciato libero di puntare alle tappe ed è una cosa che mi attira perché non ho mai partecipato al Tour de France con questo obiettivo e, sinceramente, mi piace”.
Con l’addio di Evenepoel, Landa tornerà ad avere più libertà e responsabilità nel team: “Ho riflettuto a lungo su cosa fare la prossima stagione e su come affrontarla. Mi sono appoggiato molto alla squadra, soprattutto ora che Remco non c’è più e che, in linea di principio, ho di nuovo più responsabilità. Insieme abbiamo trovato questo calendario e mi motiva davvero. È vero che la squadra torna ad essere quella di prima, a lottare per le tappe per velocisti o le classiche. Anche se, come ho detto, ho il mio spazio, ci sono giovani che stanno arrivando e vogliono lottare per le gare di una settimana, e io posso aiutarli“.
Riguardo al futuro, qualche mese fa il basco aveva rinnovato fino a fine 2026 con la compagine belga, ma la speranza è di poter proseguire per un’ulteriore stagione nel 2027 e, magari, chiudere la carriera con la Soudal Quick-Step: “In questo momento ho le stesse possibilità di appendere la bicicletta al chiodo che di continuare. Se continuerò a divertirmi quest’anno, mi troverò al mio livello e la squadra vorrà, continuerò. Qui sto bene, mi sento apprezzato e ho trovato il mio posto, quindi spero di poter finire qui”.
Il 36enne non vince ormai dal 2021, dunque l’obiettivo principale nel 2026 è quello di tornare ad alzare le braccia al cielo: “È stato un obiettivo chiaro in ogni stagione, ma poi per un motivo o per l’altro mi è sfuggito. Vediamo se quest’anno riesco a organizzarmi meglio e, dopo la prestazione che ho offerto alla Vuelta, dove ho corso come non facevo da tempo, potrei riuscirci”.
Proprio all’ultima Vuelta lo spagnolo ha sfiorato il successo nella 16a tappa, dove è stato battuto allo sprint da Egan Bernal: “Quel giorno stavo molto bene, ma per come si è risolta la tappa – è stata accorciata a causa delle proteste – ho avuto davvero poche possibilità di vincere”. La speranza per la nuova annata è quindi quella di tornare a trionfare: “Mi accontenterei di questo obiettivo. Essere il migliore un giorno, provare di nuovo quelle sensazioni è qualcosa di unico“.
