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Via libera alla produzione in Italia di vini dealcolati. Oggi è stato finalmente varato il decreto interministeriale (Mef-Masaf) che definisce il regime fiscale e le accise per la produzione di vino dealcolato. Al centro del provvedimento soprattutto la tassazione dell’alcol ottenuto dai processi di dealcolazione.
Una misura molto attesa dai produttori italiani che in molti casi già si sono cimentati con questo segmento di mercato, tra l’altro, in forte crescita soprattutto all’estero. Gli imprenditori italiani tuttavia, finora, proprio a causa della assenza di un quadro normativo definito, sono stati costretti a effettuare all’estero le operazioni di delcolazione dei propri vini, in primo luogo in Germania o in Spagna.
“Con questo decreto – ha commentato questo pomeriggio il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentrae, Francesco Lollobrigida – diamo al settore vitivinicolo un quadro normativo chiaro per poter produrre i vini dealcolati e offrire così nuove opportunità alle imprese del settore. Il Masaf è al fianco dei produttori e lo dimostrano gli interventi fatti nell’ultimo anno. Oggi definiamo il regime fiscale per le accise nella produzione di vino dealcolato. Sono certo che i nostri produttori sapranno raggiungere posizioni di eccellenza anche in questo settore”.
“Il via libera al decreto interministeriale Mef-Masaf sulla produzione italiana di vini dealcolati – ha commentato il segretario generale dell’Unione italiana vini, Paolo Castelletti – rappresenta una bella notizia di fine anno dopo un 2025 travagliato per il settore vino in genere sul fronte del mercato. Sono sempre di più le imprese italiane pronte a investire sulla categoria dei dealcolati, e questo provvedimento rappresenta una svolta per operare in condizioni di parità competitiva rispetto agli altri produttori europei. Auspichiamo il supporto dell’amministrazione nella prima fase di attuazione della norma, in particolare con riferimento all’ottenimento delle licenze e delle autorizzazioni necessarie”.
Secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini, il comparto Nolo (ovvero i vini sia no alcohol ovvero del tutto privi di gradazione che low alcohol, cioè a bassa gradazione alcolica) è uno dei pochi a crescere in un contesto mondiale di forte difficoltà per il vino. L’attuale mercato globale della categoria Nolo – in cui rientrano anche i dealcolati – vale 2,4 miliardi di dollari ed è destinato a raggiungere i 3,3 miliardi di dollari entro il 2028.
