Alla fine dell’incontro a Mar-a-Lago, in Florida, con Volodymyr Zelensky, Donald Trump ha definito i colloqui di pace sull’Ucraina «nelle fasi finali» sostenendo che Kyjiv e Mosca sarebbero «vicine a un accordo». Ma il presidente americano ha aggiunto che restano «una o due questioni molto spinose». Ovvero quelle fondamentali: il destino del Donbas e di Zaporizhzhia, e le garanzie di sicurezza per Kyjiv.

Rivolgendosi ai giornalisti a Mar-a-Lago, Zelensky ha affermato di aver raggiunto un accordo sul «90 per cento» del piano di pace in venti punti, mentre Trump ha affermato che la garanzia di sicurezza per l’Ucraina è stata raggiunta «quasi al 95 per cento». Il piano era stato presentato da Zelensky mercoledì scorso ed era stato concordato con i mediatori statunitensi, ma sul testo la Russia ancora non si è espressa. Zelensky ha poi detto che le delegazioni statunitense e ucraina si incontreranno la prossima settimana.

Trump ha ribadito però che un punto chiave resta la questione territoriale. La Russia ha già chiesto all’Ucraina di cedere più territorio. Restano irrisolte in paricolare tre questioni: la sovranità del Donbas, il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia e la garanzie di sicurezza chieste dagli ucraini per prevenire nuove aggressioni russe.

Attualmente la Russia controlla il 99 per cento di Luhansk e più dell’80 per cento di Donetsk. Vladimir Putin pretende che l’Ucraina li ceda interamente, anche le parti che la Russia non ha conquistato. Zelensky l’ha sempre giudicata una proposta irricevibile, ma col piano di novembre ha provato ad avanzare un compromesso: la ritirata di entrambi gli eserciti e la creazione di una zona demilitarizzata. Ma è una proposta che per ora la Russia non sembra voglia accettare.

Anche sulle garanzie di sicurezza, Trump e Zelensky hanno detto che non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo. Mentre sul controllo della centrale nucleare Trump ha sostenuto che Putin starebbe lavorando insieme all’Ucraina per riaprire la centrale, ma non ha specificato come. Zelensky dice che la centrale gli serve per alimentare gli sforzi post-bellici di ricostruzione, e propone una gestione insieme agli Stati Uniti, che a loro volta potrebbero raggiungere un accordo con la Russia.

Trump, comunque, ha spiegato che qualsiasi accordo richiederà il via libera di Vladimir Putin, con cui ha parlato al telefono prima dell’incontro con Zelensky e che sentirà di nuovo a breve. Il presidente americano ha fatto sapere di «aver avuto una buona conversazione con Putin». Ma accogliendo il leader ucraino nel suo resort di Mar-a-Lago, è apparso più ben disposto di altre volte, arrivando persino a elogiare l’ospite: «È un uomo coraggioso», ha detto.

Rispondendo ai giornalisti, Trump ha detto che «non ci sono scadenze» per la trattativa. Ai primi di gennaio potrebbe tenersi a Washington un altro summit tra Zelensky, Trump e i leader europei. In parallelo continueranno i contatti con Mosca.