Paradossalmente non è più Natale senza il Grinch. Proprio lui, l’anti natalizio per antonomasia, l’eroe di tutti coloro che durante questo periodo dell’anno vorrebbero fuggire, catapultarsi altrove, dove lucine, alberi addobbati e Babbi Natale non esistono è uno dei simboli del Natale più forti. Questo omino verde creato dallo scrittore e fumettista statunitense Dr. Seuss negli anni Cinquanta, ha trovato la rappresentazione migliore della sua essenza nel film del 2000 diretto da Ron Howard con Jim Carrey. Che neanche a dirlo, è un cult.
La pellicola ha conquistato generazioni di spettatori grazie alla sua combinazione di humor, cuore e quel pizzico di follia unico. Ma dietro il celebre muso verde e la città innevata di Chinonsò, si nascondono aneddoti che pochi conoscono.
Nonostante le recensioni critiche siano state altalenanti, il pubblico ha subito accolto la pellicola, trasformandola in un vero appuntamento natalizio. Il film, uscito nelle sale italiane nel dicembre 2000, ha segnato il ritorno del Grinch sul grande schermo dopo lo speciale televisivo del 1966. Tra trucchi spettacolari, performance memorabili e dettagli insoliti sul set, la magia del Natale ha preso vita in maniera sorprendente e spesso inaspettata.
5 curiosità sul film che forse non conoscevi
Oltre alla trasformazione di Carrey in Grinch, ci sono piccole curiosità che rendono il film ancora più affascinante. Dal dietro le quinte dei cani che hanno interpretato Max, ai piccoli scherzi del protagonista durante le pause sul set:
1. Il cane Max era una vera star… e una femmina: Max, il fedele compagno del Grinch travestito da renna, non era un maschio come nel libro. Sei diversi cani di razza mista hanno interpretato il ruolo, e tutti provenivano da canili, abbandonati prima di essere addestrati per il film.

Il Grinch-Copyright di Universal Studios e di altri studi di produzione e distributori pertinenti-badtaste
2. Jim Carrey e lo scherzo ai turisti: Durante le riprese nella città ricostruita di Chinonsò, Carrey non perse occasione di divertirsi: armato di coltello, riuscì a spaventare alcuni turisti dell’Universal Tour che visitavano il Bates Motel, dimostrando che il suo spirito da Grinch si estendeva anche fuori dal set.
3. Ore di trucco e pazienza da Zen: Per diventare il Grinch, Carrey affrontava due ore e mezza di trucco ogni giorno e ha seguito lezioni di meditazione Zen per mantenere la calma durante le lunghe sessioni di riprese, lavorando così per ben 92 giorni di set.
4. Il regista si cala nel verde: Ron Howard, colpito dall’impegno di Carrey, decise di farsi truccare e indossare il costume del Grinch per dirigere per un giorno intero, un gesto simbolico che dimostra quanto la dedizione dell’attore fosse apprezzata.
5. La famiglia Howard sul set: Il film ospita diversi cameo della famiglia del regista: dal padre alla figlia Bryce Dallas Howard, fino alla moglie di Ron. Un piccolo tributo personale che rende il film ancora più speciale per il team dietro la macchina da presa.
In copertina: Il Grinch-Copyright di Universal Studios e di altri studi di produzione e distributori pertinenti-badtaste