C’era un’aria diversa ieri sera ad Assemini. Lo stadio Santa Lucia, teatro di sfide sportive, si è trasformato in un’arena pulsante di energia per accogliere il concerto di Ghali. Oltre cinquemila persone hanno risposto all’appello, trasformando quella che era nata come una scommessa amministrativa in un trionfo di tutta una comunità che dà ufficialmente il via alle feste di Capodanno.

Ad aprire la serata i talenti local. Prima con il sound hip hop, latin e funky di B-Miken, che ha scaldato gli spettatori arrivati allo stadio, poi è stata la volta di Sgribaz, giovanissimo trapper e figura di spicco del collettivo “La Nuova Sardegna” (protagonista anche sul palco di piazza San Giacomo per il Capodanno a Cagliari).

Appena le luci si abbassano, il prato verde diventa una foresta di smartphone pronti a catturare la propria canzone preferita del main artist dell’evento. Ghali domina il palco per circa un’ora e mezza, regalando una scaletta che ha ripercorso la sua evoluzione artistica. Le cinquemila voci del Santa Lucia sono diventate una sola sulle note di “Casa mia”, il suo più grande successo sanremese. Poi i grandi classici come “Ninna nanna” e “Cara Italia”, i ritmi travolgenti di “Good times”, “Wallah” e la più intima “Bayna”. 

Il pubblico ha fatto il suo. Non solo i giovanissimi fan della prima ora, ma tantissimi Millennial e intere famiglie con bambini sulle spalle. Un mix di generazioni che ha confermato come il messaggio del trapper milanese sia riuscito a superare le barriere dell’età diventando a tutti gli effetti un artista pop. 

La scommessa vinta sulla sicurezza 

Non era una serata semplice da organizzare. Per il Comune di Assemini si trattava di un vero e proprio “battesimo del fuoco”. La prima volta alle prese con un evento a numero chiuso in questa location e con un apparato di sicurezza importante. Le polemiche della vigilia, legate soprattutto alla chiusura forzata di via Cagliari, si sono sciolte davanti alla fluidità con cui tutto è stato gestito. 

Quello che molti temevano potesse trasformarsi in un caos logistico è stato invece un esempio di organizzazione: i flussi sono stati ordinati e la chiusura della strada si è rivelata la chiave per permettere alle persone di godersi la serata senza rischi. 

Assemini ha dimostrato, nei fatti, di avere le spalle abbastanza larghe per ospitare grandi eventi e produzioni nazionali (qui il progetto alle ex Fornaci Scanu). Il concerto di ieri è stato il miglior biglietto da visita possibile per il territorio. “Aprire le danze” delle festività con un successo di questa portata è una risposta sempre più insistente alla fame di musica e cultura dal vivo che i cittadini chiedevano da tempo. 

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