di
Emanuele Buzzi

Nel luglio 2024 ha organizzato alla Camera una conferenza finita in bagarre mediatica per l’invito rivolto a Nicola Quatrano, avvocato che ha dato della «psicopatica» a Liliana Segre

Non è la prima volta per lei. Già nel luglio 2023 era finita al centro delle polemiche. E anche allora si era difesa: «Non ho mai avuto legami con associazioni che finanziano Hamas», aveva detto Stefania Ascari, deputata M5S, ora nel mirino del centrodestra proprio per il caso di Mohammad Hannoun, il presidente dell’Associazione dei palestinesi in Italia arrestato con l’accusa di aver finanziato Hamas. I partiti di maggioranza si concentrano sulle diverse missioni all’estero svolte dalla parlamentare insieme ad Hannoun (in Siria ha chiesto anche donazioni per i terremotati dai propri profili social). E lei prima precisa: «Ho piena fiducia nella magistratura. Se dagli accertamenti venissero confermati legami con terroristi sarebbe gravissimo». Poi ribatte: «Respingo con sdegno le accuse infamanti che mi vengono rivolte. Sono menzogne deliberate, costruite per delegittimarmi».

Pasionaria vicina ai pro Pal, emiliana di Correggio, 45 anni, Ascari si è battuta in prima linea suscitando spesso diatribe per le sue iniziative. Come quando nel luglio 2024 ha organizzato alla Camera (con l’intergruppo parlamentare per la pace tra Palestina e Israele di cui fa parte) una conferenza finita in bagarre mediatica per l’invito rivolto a Nicola Quatrano, avvocato che ha dato della «psicopatica» a Liliana Segre. E per un altro convegno, tre mesi dopo, con Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia. Un anno fa invece Ascari è finita sotto i riflettori per aver proposto un emendamento alla Manovra per introdurre l’educazione sessuale e all’affettività nelle scuole. Duro scontro in Aula, poi lo stop imposto dalla maggioranza.



















































Ascari, alla sua seconda legislatura con il M5S, battagliera lo è da sempre. A costo anche di andare controcorrente. Nel 2022 ha presentato un’interrogazione sul Passante di Bologna. «Le istituzioni non possono ignorare le richieste dei cittadini, soprattutto quando riguardano le loro condizioni di salute e della qualità della vita», spiegò all’epoca. L’iter dell’opera, in realtà, era stato sbloccato (con un’accelerazione delle procedure) quando Conte era a Palazzo Chigi. Nei primi 5 anni a Montecitorio si è spesa soprattutto per il codice rosso contro le violenze sulle donne, per misure sulla parità di genere e a tutela dei minori. Lei si racconta così: «Sono avvocata esperta in Diritto penale e dell’immigrazione, ma lavoro da quando avevo 14 anni. Ho fatto la cameriera, la lavapiatti, l’operaia metalmeccanica, l’operaia agricola, l’operaia in una ditta alimentare, la commessa in un supermercato, la centralinista. Ho vissuto la fabbrica». Il centrodestra ha più volte chiesto le sue dimissioni dalla commissione Antimafia. Lei, anche stavolta, non arretra.

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30 dicembre 2025 ( modifica il 30 dicembre 2025 | 08:59)