Non solo tasse invisibili e tecnicismi bancari: la Manovra 2026 entra direttamente nelle tasche degli italiani colpendo le abitudini quotidiane con una pesante stangata. Dal 1° gennaio, il costo della vita subirà una scossa dovuta soprattutto al riallineamento delle accise sui carburanti, senza dimenticare il nuovo calendario di aumenti programmati sul tabacco. Il risultato? Spostarsi e consumare costerà di più, con un effetto domino che dai trasporti arriverà fino agli scaffali dei supermercati.

Carburanti: probabile sorpasso del gasolio sulla benzina

La novità più dirompente riguarda il prezzo dei carburanti, che viene ritoccato al rialzo. Il Governo ha deciso di accelerare il riallineamento delle accise, una misura che per anni è stata discussa ma sinora non era mai attuata con questa forza.

Con il nuovo meccanismo previsto dalla Legge di Bilancio 2026, l’accisa (cioè l’imposta di consumo) sulla benzina scende di 4,05 centesimi, mentre quella sul gasolio sale della stessa identica cifra: 4,05 centesimi al litro.

Il risultato contiene un paradosso: se oggi il gasolio costa mediamente meno della “verde”, da gennaio il rapporto si ribalterà. Considerando i prezzi attuali, potremmo vedere, già da gennaio, la benzina scendere verso i 1,67 €/l e il diesel schizzare sopra i 1,73 €/l.

L’impatto sarà notevole: per un’auto diesel con un serbatoio da 50 litri, ogni pieno costerà circa 2 euro in più. Su base annua, la spesa extra per chi percorre chilometraggi medi supererà i 100 euro.

Tabacchi: fumare diventa un lusso sempre più caro

Anche i fumatori sono nel mirino. La Manovra non prevede un aumento “una tantum“, analogo ai piccoli ritocchi al rialzo effettuati in passato, ma un piano triennale di rincari graduali che porterà i pacchetti di fascia alta verso la soglia psicologica dei 10 euro entro il 2028.

Per le sigarette tradizionali l’aumento immediato nel 2026 sarà di circa 15 centesimi a pacchetto, ma questo è solo l’inizio di una scalata già programmata, che vedrà incrementi di 25 e 40 centesimi nei due anni successivi.

Per uniformare la tassazione, analoghi aumenti colpiranno anche il tabacco trinciato e i sigari.

Non si salvano neppure i consumatori di prodotti di nuova generazione, come le E-cig e il tabacco riscaldato: per i liquidi da inalazione l’aggravio su ogni confezione sarà di circa 1,50 euro per quelli con nicotina e 1 euro per quelli senza.

L’effetto domino dei rincari sul carrello della spesa

Il vero rincaro occulto, però, non è quello che paghiamo alla pompa erogatrice di carburanti o cassa del tabaccaio, ma quello che troveremo sugli scaffali dei negozi e supermercati dove acquistiamo i comuni beni di consumo, a partire dai generi alimentari.

L’aumento del gasolio colpisce, infatti, duramente il settore dell’autotrasporto (circa 200 milioni di euro di costi extra stimati da Assotir). Poiché in Italia l’85% delle merci viaggia su gomma, il rialzo dei costi del carburante per i tir si trasferirà inevitabilmente sui prezzi dei beni di prima necessità: frutta, verdura, latte e pane.

È quella che gli analisti chiamano “inflazione da trasporto“: una tassa indiretta che colpisce indistintamente tutte le famiglie. Grava non solo sui generi alimentari, ma anche altri beni, come i prodotti industriali e i materiali edili: insomma, tutto ciò che viaggia prevalentemente su strada per raggiungere i luoghi di distribuzione ai consumatori finali.

Riepilogo dei principali rincari nel 2026

Bene di consumo Variazione stimata Impatto sui consumatori Gasolio +4,05 centesimi al litro +2€ a pieno / +105€ l’anno Benzina -4,05 centesimi al litro -2€ a pieno (risparmio) Sigarette (pacchetto) +15 centesimi (media) +55€ l’anno (per un fumatore da 1 pacchetto al giorno) E-liquid (nicotina) +1,50 euro a flacone Aumento circa 10% sul prezzo finale Beni alimentari +1% / +2% (stima indiretta) Effetto dovuto ai costi di logistica e trasporto

I Bonus famiglia riusciranno a coprire i rincari?

Per bilanciare i rincari su gasolio e tabacchi, la Manovra 2026 introduce alcune novità importanti sul fronte del sostegno alle famiglie. Il pezzo forte è la riforma dell’ISEE, che avrà un impatto diretto sull’Assegno Unico.

Con l’effetto “sconto casa” (l’abitazione principale esce dal calcolo dell’indicatore: il suo valore non viene conteggiato, fino a una soglia di 200.000 euro, per le famiglie che risiedono nelle città metropolitane), molte famiglie della classe media che prima risultavano “troppo ricche” a causa del valore catastale dell’abitazione vedranno il proprio ISEE scendere significativamente. E un ISEE più basso si traduce automaticamente in un Assegno Unico più cospicuo ogni mese.

Questo vantaggio si aggiunge al beneficio derivante dal taglio IRPEF per il ceto medio (l’aliquota scende di due punti percentuali, dal 35% al 33%, per i redditi tra 28mila e 50mila euro). Per chi si colloca nella parte alta della fascia, il risparmio fiscale può arrivare a 440 euro.

Inoltre non bisogna dimenticare che in Manovra 2026 ci sono misure a sostegno delle famiglie, come il Bonus nido potenziato (per i secondi figli nati in famiglie con ISEE fino a 40mila euro, il contributo potrà arrivare fino a 3.600 euro annui, in modo da coprire quasi interamente la retta dell’asilo) e la decontribuzione per le lavoratrici madri di due o più figli che saranno esonerate dal pagamento dei contributi previdenziali (fino a 3.000 euro annui). Questo si traduce in uno stipendio netto leggermente più alto.

Ma tutto ciò basterà a coprire i rincari? In molti casi, sì. Se sommiamo il taglio dell’IRPEF e il ricalcolo dell’Assegno Unico grazie alla norma sulla casa fuori dall’ISEE, una famiglia media con figli residenti in città potrebbe trovarsi con circa 600-1.000 euro in più all’anno.

Questo tesoretto serve a compensare ampiamente la “stangata” su gasolio e tabacchi (stimata in circa 150-200 euro di spese in più all’anno, lasciando un saldo positivo. Tuttavia, per i single o le coppie senza figli che vivono in piccoli Comuni, il vantaggio è molto più ridotto, e i rincari sui prezzi dei beni di consumo potrebbero farsi sentire di più.

La Manovra 2026 non si traduce solo in nuove imposte (le tasse in arrivo, come quella sui pacchi extra-UE, di cui ti abbiamo già parlato in un apposito articolo): porta con sé rincari reali sui prezzi di beni di largo consumo come carburanti e prodotti del tabacco.

In definitiva, la congiuntura di queste misure finanziarie, unite ad altri costi fiscali già in vigore o in arrivo, rischia di tradursi in una pressione sui bilanci familiari e aziendali più forte di quanto appaia leggendo solo i numeri ufficiali della Legge di Bilancio. Ma le misure a sostegno delle famiglie (aumento dell’Assegno Unico grazie all’esclusione della prima casa dall’ISEE, e taglio delle tasse per i ceti medi) potrebbero compensare ampiamente questi rincari, soprattutto per i nuclei numerosi, penalizzando però i single e le coppie senza figli.