Il cinema non è solo intrattenimento: spesso scava nel profondo con storie anche scomode che fanno tremare il potere.
Ci sono film che rimangono impressi nella memoria non solo perché sono fatti bene, ma anche perché risultano essere una necessità. Il caso Spotlight continua a parlare al presente, in un’epoca in cui la fiducia nell’informazione è fragile e la parola “inchiesta” è tornata ad essere un terreno pericoloso.
Con questo pensiero il cinema negli ultimi decenni si è impegnato a rompere gli schemi con film che raccontano il potere dell’indagine, il prezzo pagato da chi insiste e l’impatto che un articolo, una fonte o un documento possono avere sulla società. Il caso Spotlight resta il punto di riferimento, ma non è solo.
Il caso Spotlight e gli altri film che raccontano ciò che si vuole tenere nell’ombra
Uscito nel 2015 e diretto da Tom McCarthy, il film ricostruisce l’inchiesta del Boston Globe sugli abusi sessuali coperti dall’arcidiocesi di Boston. Senza indugiare troppo sui colpi di scena e senza mettere in risalto quale eroe solitario il film mette in luce il lavoro paziente di una redazione che incrocia dati, ascolta le vittime e resiste alle pressioni. La sua forza sta proprio qui: nella trasposizione sobria di un’indagine che ha cambiato per sempre il rapporto tra Chiesa, media e opinione pubblica.
Tutti gli uomini del Presidente il film inchiesta che ha fatto storia – Youtube@gommachina-artesettima
Truth – Il prezzo della verità: Se Spotlight racconta il successo di un’inchiesta, Truth si concentra su una caduta. Il film segue il caso dei “Killian documents” e il lavoro di Mary Mapes alla CBS, mostrando come la fretta, la pressione politica e le zone d’ombra sulle fonti possano ribaltare uno scoop.
The Post: Steven Spielberg torna agli anni Settanta per raccontare la pubblicazione dei Pentagon Papers. Al centro c’è una decisione importantissima: pubblicare o no documenti top secret sfidando il governo degli Stati Uniti. The Post mette in scena il momento in cui l’inchiesta diventa scelta politica e morale, sottolineando il ruolo della stampa come presidio democratico.
Zodiac: Con questo film l’indagine diventa ossessiva, incompleta, senza una vera conclusione. David Fincher racconta il lavoro di giornalisti e investigatori alle prese con un caso irrisolto, mostrando il lato più oscuro dell’inchiesta: quello che consuma chi la porta avanti e non garantisce risposte definitive.
Tutti gli uomini del presidente: Il film sul Watergate resta una lezione di cinema sul giornalismo, con Woodward e Bernstein simbolo di una stampa che scardina il potere pezzo dopo pezzo. Senza questo film, probabilmente, non esisterebbe nemmeno Il caso Spotlight così come lo conosciamo.
She Said: Il racconto più vicino a noi nel tempo. L’inchiesta del New York Times su Harvey Weinstein diventa un film che dialoga direttamente con Spotlight: stessa attenzione alle fonti, stesso rispetto per le vittime, stessa consapevolezza dell’impatto sociale di una storia pubblicata al momento giusto.