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Il governo adegua la normativa sul golden power dopo i rilievi Ue, subordinando temporalmente l’attivazione dei poteri speciali per il settore finanziario al parere delle Autorità europee competenti in materia.
Un emendamento al decreto Transizione 5.0 all’esame del Senato prevede che, in caso di un’operazione che modifichi la titolarità o il controllo di un’impresa strategica a favore di un soggetto esterno all’Unione europea o dell’acquisto da parte di un soggetto extra-europeo di partecipazioni in società che detengono attivi strategici, i poteri speciali «non potranno essere esercitati anteriormente al completamento dei procedimenti pendenti dinanzi alle Autorità europee» competenti sugli aspetti di carattere prudenziale e concorrenziale, ovvero Bce e Commissione.
L’emendamento modifica la norma originaria della legge del 2012 che fa scattare le procedure e gli obblighi previsti dal golden power non solo verso soggetti esterni all’Unione europea ma, “nei settori delle comunicazioni, dell’energia, dei trasporti, della salute, agroalimentare e finanziario, ivi incluso quello creditizio e assicurativo”, anche rispetto agli acquisti, a qualsiasi titolo, di partecipazioni da parte di soggetti appartenenti all’Unione europea, “ivi compresi quelli residenti in Italia, di rilevanza tale da determinare l’insediamento stabile dell’acquirente in ragione dell’assunzione del controllo della società la cui partecipazione è oggetto dell’acquisto”.
Tra i criteri che il governo deve prendere in considerazione per esercitare il golden power entra ufficialmente la sicurezza economica e finanziaria. E’ quanto prevede un emendamento del governo al dl Transizione 5.0 che risponde ai rilievi Ue sulla legge sui poteri speciali. La norma conferma come criterio la sussistenza di pericoli per l’ordine pubblico o la sicurezza pubblica, “ivi inclusa – qui la novità – la sicurezza economica e finanziaria nazionale, nella misura in cui la protezione degli interessi essenziali dello Stato non sia adeguatamente garantita dalla sussistenza di una specifica regolamentazione del settore”.
