Si chiamava Aurora Livoli e aveva 19 anni. Ecco chi è la donna trovata morta, probabilmente uccisa, in un cortile tra via Paolo Paruta e via Padova, lunedì mattina a Milano. È stata individuata grazie alla diffusione delle immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza. A riconoscerla sono stati i genitori adottivi. Sono stati loro a presentarsi nel pomeriggio di martedì nella caserma di Monte San Biagio (Latina) per verificare, e poi confermare, che si trattava della loro figlia.
Donna trovata morta in un cortile a Milano: i carabinieri pubblicano la ‘foto’ per cercare d’identificarlaChi era Aurora Livoli
Aurora Livoli era nata a Roma e viveva in provincia di Latina. Lo scorso 4 novembre si era allontanata da casa e la famiglia aveva denunciato la sua scomparsa. L’ultimo contatto telefonico tra lei e i parenti era avvenuto nella mattinata del 26 novembre, quando aveva riferito loro di stare bene e di non essere intenzionata a rientrare a casa. In quell’occasione la ragazza non aveva fornito alcuna indicazione su dove si trovasse.

Il video che la immortala mentre entra con un uomo
I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, guidati dal colonnello Antonio Coppola e dal tenente colonnello Fabio Rufino, d’accordo con la procura, alle 14.30 di martedì avevano deciso di pubblicare un frame di un video che riprendeva la donna mentre entrava nel cortile del condominio in compagnia di un uomo con la speranza di poterla identificare. Una mossa che si è rivelata vincente.
Un lavoro, quello dell’identificazione, che si era rivelato difficile perché il cadavere non aveva addosso documenti, né portafogli, né cellulare. E la vittima non aveva cicatrici o tatuaggi; e le sue impronte digitali non avevano trovato un match con quelle conservate nelle banche dati. La diciannovenne era stata trovata seminuda, senza intimo, con i pantaloni leggermente abbassati e con un giubbotto appoggiato sul petto spoglio. Accanto al corpo, gli slip, una maglia e un pacchetto di sigarette.
Le indagini per cercare di trovare il presunto killer
A filmare l’ultimo video di Aurora Livoli è stata una telecamera di videosorveglianza privata posta lungo via Paruta, all’ingresso del condominio. L’occhio elettronico scorge la diciannovenne mentre arriva da via Cesare Arici in compagnia di un uomo. Camminano in fila indiana sul piccolo marciapiede, lei davanti e lui dietro. Non sembra che l’uomo la stia minacciando in alcun modo. La stessa telecamera, circa un’ora dopo, nel cuore della notte tra domenica e lunedì, riprende l’uomo che si allontana da solo.
È lui il sospettato numero uno. Il cadavere di Aurora Livoli, trovato attorno alle 8.30 dalla custode del civico 74, aveva evidenti segni di ecchimosi sul collo, e lividi sul volto. Segni che lasciano pensare a un’aggressione, forse una violenza sessuale, e a uno strangolamento. Ipotesi che potrà chiarire solo l’autopsia, disposta dal pm Antonio Pansa, che ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Ora l’indagine dei detective della Omicidi potrà ripartire da una certezza in più: il nome della vittima.