di
Emilia Costantini
L’attore si confessa in attesa del lancio della fiction su Rai 1, l’8 gennaio
«In un anno di vita può succedere di tutto, ed è successo di tutto. C’è stato chi è arrivato a dire: “Bova licenziato da Don Matteo… la Rai lo vuole far fuori”. Una condanna, sembrava quasi una cosa organizzata per far crollare un colosso e io ero pronto a dare le dimissioni dal ruolo… Ma per fortuna non è successo, né la Rai, né i produttori della serie mi hanno licenziato». Raoul Bova commenta con tono pacato il caso che ha coinvolto negli ultimi tempi la sua vita privata e il suo rapporto con la ex compagna Rocío Muñoz Morales. Torna così a impersonare l’ormai celebre Don Massimo che, da tre anni a questa parte, ha preso il posto di Terence Hill.
Dall’8 gennaio 2026 parte la quindicesima stagione dell’amata fiction su Rai 1 in 10 prime serate, prodotta da Matilde e Luca Bernabei, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction. Oltre ai personaggi storici come il maresciallo Cecchini (Nino Frassica), Natalina (Nathalie Guetta), Pippo (Francesco Scali), tra le novità l’arrivo di Caterina Provvedi (Irene Giancontieri), la nuova agguerrita marescialla dei carabinieri, che creerà scompiglio, contendendosi il posto proprio con l’ormai anziano, quasi pensionabile Cecchini.
«Dopo il video di Fabrizio Corona volevo lasciare Don Matteo 15, ero disposto a far morire Don Massimo. Ho convocato i produttori per capire cosa fosse meglio fare, e se era meglio uscire di scena», ha afferma l’attore a Tv Sorrisi, riguardo allo scandalo sulla sua relazione con la modella Martina Ceretti, per aggiungere poi: «Mi è stato chiesto se avessi fatto qualcosa di illecito. Non lo avevo fatto, perciò abbiamo continuato a lavorare con serenità e nessuno sul set ha mai fatto un commento negativo nei miei confronti. Siamo come una famiglia, e i colleghi non hanno mai avuto un attimo di pregiudizio e di cedimento nei miei confronti quando ero in difficoltà».
E comunque per Don Massimo non mancheranno nuove sfide, tra cui il personaggio di Maria (Fiamma Parente), una giovane incinta che ha perso la memoria. «Il tema fondamentale della nuova stagione – riprende l’attore – è la vocazione spirituale: chi siamo, qual è il nostro posto nel mondo, tra i conflitti, le crisi personali, i dubbi. Com’è noto il mio Don Massimo è un ex carabiniere che aveva scelto la divisa per la sua voglia di giustizia e che è diventato sacerdote con gli stessi valori etici, ma se a volte quando era nell’Arma ha commesso degli errori, continua a essere un prete che sbaglia e si interroga sulla sua vera fede religiosa. Dunque – aggiunge Bova – è prima di tutto un uomo, con i suoi problemi esistenziali, i suoi dolori privati, i suoi sensi di colpa».
L’azione scenica per il settimo anno consecutivo è ambientata tra i vicoli di Spoleto. Nel cast, oltre a Eugenio Mastandrea (il capitano Diego Martini) e Federica Sabatini (Giulia Mezzanotte, sorellastra del protagonista) entreranno anche, in vari altri ruoli, Diletta Leotta, Max Tortora, Tosca D’Aquino e, direttamente da «Che Dio ci aiuti», «suor Costanza» interpretata da Valeria Fabrizi. «Non ho mai pensato, né tantomeno preteso di cambiare titolo a questa serie, che dura da 25 anni. Ho scelto di essere Don Massimo perché non è banale, in una serie profonda, sofisticata nell’apparenza della commedia, dove sorridendo si dà speranza alla gente di trovare sempre una soluzione. Mi sono inserito con grande rispetto prima di tutto nei confronti di colui che mi ha passato il testimone, Terence, e poi degli altri attori storici – riprende il protagonista – Sono stato accolto dalle famiglie che seguono con affetto e interesse “Don Matteo”, tale accoglienza mi ha aiutato anche a superare i miei problemi personali».
Anche un modo per ricominciare? «È stato come ricevere un cazzotto in faccia: vai a tappeto, ma ti rialzi per l’istinto della sopravvivenza. Certo, non è facile rialzarsi quando senti tutto contro di te. Ma Dio ti dice: lotta per sopravvivere. Allora cerchi serenità e affetto dalle persone per guarire le ferite: in particolare i figli aiutano molto a mantenere un sano equilibrio. Il messaggio qual è? Se sei onesto, se puoi guardarti allo specchio e puoi dirti che non hai commesso nulla di sleale, vai avanti… sennò l’alternativa è: mi butto dal quarto piano e la faccio finita. Però, proprio essere imperfetto mi ha aiutato a confrontarmi col personaggio di Don Massimo». E in futuro lo impersonerà anche nella sedicesima stagione? «Perché no? Ho tanti stimoli per continuare a esserlo».
30 dicembre 2025 ( modifica il 30 dicembre 2025 | 17:41)
© RIPRODUZIONE RISERVATA