Dopo l’annuncio tramite comunicato stampa del 5 dicembre, Roberto Gualtieri e l’assessore Tobia Zevi hanno presentato in Campidoglio l’operazione d’acquisto di 1.040 alloggi Enasarco da trasformare in case popolari.
L’operazione varata dalla giunta di Centrosinistra, tramite due distinte delibere approvate prima di Natale in assemblea capitolina, ha come obiettivo quello di ampliare sensibilmente lo stock immobiliare di edilizia residenziale pubblica. L’obiettivo dichiarato a inizio mandato da Gualtieri era di raggiungere le 1.500/2.000 nuove unità entro fine consiliatura, e con questo acquisto in blocco è stato raggiunto.
Roma Capitale compra case da Enasarco
Come detto, nello specifico sono 1.040 gli appartamenti che Fondazione Enasarco traferisce a Roma Capitale, distribuiti in quasi tutti i municipi della città, da Nuovo Salario a Dragoncello, da Pietralata a Portuense e Magliana. Si tratta di case che l’ente previdenziale non è riuscito a dismettere nel corso degli anni, nell’ambito dell’iter di cessione dei suoi immobili. Il Comune investe 250 milioni di euro tra il 2025 e il 2026.
Già rogitati 336 alloggi
Come spiegato durante la conferenza stampa nella Sala delle Bandiere, alla presenza anche dei vertici di Enasarco, per 336 alloggi sono già stati firmati i rogiti, con un esborso complessivo di 53 milioni di euro. Ulteriori 702 alloggi verranno acquistati ufficialmente nel corso del 2026, dopo le verifiche di congruità da parte dell’Agenzia del Demanio.
Zevi: “Presto le prime assegnazioni”
“Cominceremo ad assegnare gli alloggi già rogitati, cioè quelli che sono effettivamente di nostra proprietà” – ha spiegato l’assessore alle Politiche abitative Tobia Zevi -. Dal nuovo anno partiranno sopralluoghi, stime e procedure con l’Agenzia delle Entrate per arrivare al rogito degli altri 700 appartamenti”. Con i rogiti conclusi, già nelle prossime settimane ci dovrebbero essere le prime assegnazioni a chi si trova in graduatoria Erp. “Contiamo di avere tutti gli alloggi in possesso nella prima metà del nuovo anno e poterli assegnare entro la fine dello stesso” ha promesso Zevi. “Roma deve colmare il gap che la tiene lontana dalle altre città europee. Servono più alloggi e più strumenti per rispondere a una povertà abitativa sempre più grave, che colpisce anche segmenti della classe media impoverita. Servono investimenti pubblici, sia governativi che europei” ha sottolineato l’assessore.
Enasarco: “Valutazioni trasparenti, nessuna svendita”
Per Patrizia De Luise, presidente di Fondazione Enasarco “quella nostra è stata una scelta importante, con la convinzione che si possa fare impresa e investimenti con una forte attenzione al territorio e al sociale. Abbiamo partecipato al bando del Comune con una valutazione trasparente degli immobili, a prezzo giusto, senza svendere il patrimonio degli iscritti”.
“Questa giornata – ha aggiunto – dimostra che un ente previdenziale e un’istituzione come Roma Capitale possono lavorare insieme in modo concreto. E’ fondamentale anche l’attenzione alla mediazione sociale e alla gestione della convivenza civile negli insediamenti. Poche chiacchiere e fatti concreti”.
Gualtieri: “Roma sarà inquilino affidabile”
Il sindaco Gualtieri, come fatto già il 5 dicembre, ha sottolineato la storicità dell’operazione e ha voluto rispondere a distanza ai tanti proprietari di case ex Enasarco che si preoccupano di come impatterà la presenza di Roma Capitale all’interno dei nuovi condomini: “Non ci sarà alcuna svalutazione degli immobili – ha detto – e non ci saranno problemi di inserimento, saremo un inquilino affidabile, pagheremo regolarmente i condomini e assicureremo con attenzione gli edifici”.
Per il Sindaco, l’incremento di alloggi Erp viene fatto “con una distribuzione molto attenta, evitando qualsiasi criticità”. Inoltre, il primo cittadino ha specificato che destinatari delle case saranno anche “donne vittime di violenza e appartenenti alle forze dell’ordine, tipologie sociali ampie, con soglie di reddito fino a 23mila euro e fino a circa 40mila per i lavoratori dipendenti”.
Perché l’acquisto di case Enasarco da parte di Roma Capitale spaventa migliaia di proprietariI proprietari: “Procedure non trasparenti, faremo di tutto per bloccarle”
Le parole di Gualtieri, Zevi e De Luise non hanno però convinto i tanti proprietari che si sono riuniti in un comitato spontaneo e il 19 dicembre hanno anche manifestato in piazza del Campidoglio per chiedere la sospensione dell’iter: “Le procedure di assegnazione e le modalità con cui verranno attribuiti gli immobili non vengono chiarite e rese trasparenti – si legge in una nota firmata dalla referente Tiziana Siano -, generando ulteriore allarme sociale in considerazione del non censito numero di immobili ex Enasarco occupati o espressione di un vero e proprio racket con gravi problemi di sicurezza e di legalità. Nulla di ciò che si sta realizzando in questi giorni è chiaro, trasparente e politicamente corretto. Sottolineiamo inoltre che quanto annunciato oggi non chiude affatto la ‘questione Enasarco’ e che si utilizzeranno tutti gli strumenti giuridici e giurisdizionali previsti dal nostro ordinamento giuridico al fine di evitare che possa ricadere sui cittadini tutti un’operazione con grave impatto economico finanziario e sociale”.