Sarà inaugurata venerdì 9 gennaio 2026, nel Salone di Palazzo dei Trecento “Nascosta in piena vista”, la mostra collettiva annuale di VenetoFotografia APS, realizzata con il patrocinio del Comune di Treviso.

Fino al 25 gennaio si rinnova l’ormai consolidato appuntamento con gli scatti dei soci dell’associazione trevigiana, capace di richiamare ogni anno alcune migliaia di visitatori: il momento in cui VenetoFotografia restituisce al pubblico il lavoro svolto nel corso dell’anno precedente. Per gran parte del 2025, infatti, 24 soci dell’associazione hanno lavorato allo sviluppo dei rispettivi progetti con la direzione artistica del fotografo udinese Lorenzo Zoppolato, che li ha guidati nella realizzazione di un percorso espositivo coerente, pur nella diversità degli sguardi. “Nascosta in piena vista” è il tema scelto per questa edizione. Rimanda a ciò che spesso non si vede perché troppo vicino, assorbito dall’abitudine. La fotografia diventa così uno strumento di osservazione capace di riportare in primo piano storie, luoghi e presenze che abitano i paesaggi quotidiani senza chiedere attenzione, invitando a fermarsi e a riconsiderare ciò che diamo per scontato. La locandina, realizzata da Manuela Gennburg presidente di VenetoFotografia, è una scena semplice, legata al gioco del nascondino, che diventa una metafora immediata dell’apparire e dello scomparire, del desiderio di essere visti e della tensione tra il cercare e l’essere trovati, introducendo con chiarezza il tema dell’esposizione. Nel percorso espositivo trovano spazio lavori molto diversi tra loro. C’è chi ha scelto di raccontare una storia personale di riscatto attraverso il lavoro agricolo, portando alla luce una presenza discreta, normalmente invisibile; chi ha concentrato lo sguardo su elementi del paesaggio urbano un tempo centrali nella vita della città e oggi ridotti a semplice sfondo; chi ha rivolto l’attenzione alle persone che, in silenzio, si prendono cura di capitelli, sacelli e immagini religiose disseminate tra città e campagne; e chi ha osservato i dispositivi di sorveglianza negli spazi pubblici, interrogando il rapporto tra sicurezza, controllo e libertà. Una pluralità di soggetti che nel loro insieme compone un racconto corale, invitando a riconsiderare ciò che abita il nostro quotidiano senza chiedere attenzione.
Il tema della mostra è messo a fuoco anche nell’introduzione del catalogo che la accompagna, nel quale i fotografi partecipanti evidenziano la loro volontà di «restituire al visibile la sua complessità e rimettere in circolo la capacità di riconoscere ciò che, pur se vicino, resta in ombra». Perché, affermano ancora, «vedere meglio significa abitare meglio la realtà che ci circonda». La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 25 gennaio ogni venerdì dalle 15 alle 19.30; sabato e domenica dalle 10 alle 19.30.