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Diminuiscono dell’83% le chiusure dei negozi di vicinato: è il primo dato che salta all’occhio guardando il monitoraggio condotto dal Comune di Venezia sugli effetti della Dcc 26/2022, la delibera cosiddetta “anti-paccottiglia” che ha introdotto misure di regolamentazione delle attività commerciali e artigianali in alcune aree del centro storico ai fini di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

L’amministrazione cerca da tempo modalità per intervenire sulle attività apri-e-chiudi e contrastare la desertificazione commerciale, legata a doppio filo allo sfruttamento turistico. Introdotto nel post-Covid con una fase di sperimentazione triennale, il provvedimento è stato reso definitivo a maggio 2025: è vietato l’insediamento di attività «di commercio al dettaglio del settore alimentare», «artigianali/industriali di produzione», e di «preparazione e/o vendita di prodotti alimentari», a meno che non si tratti di attività di vicinato come macellerie, pescherie, prodotti agricoli, panifici e così via. Vietate anche le attività che non prevedono la presenza di personale, come lavanderie a gettoni o distributori automatici.

Non solo: gli esercizi già esistenti hanno l’obbligo di adeguare l’impatto estetico/visivo dell’esposizione merceologica al contesto urbano, secondo le misure individuate dall’amministrazione insieme all’Università Iuav che prevedono, per esempio, il divieto di esporre prodotti all’esterno del negozio.

I risultati

«All’inizio ci dicevano che non sarebbe più venuto nessuno ad aprire a Venezia – racconta l’assessore comunale al commercio e alle attività produttive, Sebastiano Costalonga –. Invece piano piano i commercianti sono arrivati, molti di loro sono artigiani giovanissimi. Abbiamo dato una bella bastonata al sistema dei negozi apri-e-chiudi, che in un Paese turistico come il nostro spopola, facendo peraltro concorrenza sleale a chi invece opera per rimanere sul territorio».

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E ora, a qualche anno di distanza dal provvedimento, i risultati stanno arrivando: in questa fase di sperimentazione sono stati aperti 222 nuovi esercizi, prevalentemente di moda di alta gamma e artigianato artistico, seguiti da oggetti d’arte e librerie. Inoltre, in tutto il centro storico il 71% delle nuove aperture ha interessato le aree soggette a tutela.