Il punto serale sulle notizie del giorno
Iscriviti e ricevi le notizie via email
Laura Chiatti dice grazie a suo marito Marco Bocci. «Lavorare con lui è stato un dono. Lui mi aveva già diretto in un film, La caccia. Ma ora, in Se fossi te, abbiamo recitato insieme per la prima volta ed è stato bellissimo», racconta l’attrice a DiPiùTv. Una famiglia perfetta quella che Laura e Marco hanno creato. Marito e moglie dal 2014 hanno due figli: Enea di dieci anni e Pablo di nove.
«Marco e io non avevamo mai recitato insieme, ma, appena abbiamo letto la sceneggiatura di Se fossi te, abbiamo subito capito che era il progetto e il momento giusti – continua al settimanale televisivo Laura Chiatti – Lo era perché ci offriva ruoli che valorizzavano entrambi e ci permetteva di esplorare dinamiche interessanti anche dal punto di vista recitativo».
Sul set mai un litigio? Laura Chiatti sorride e risponde di no e ammete che «Marco, che è una persona molto più razionale e sicura di me, mi ha aiutato molto. Lo ha fatto soprattutto nei momenti in cui, purtroppo, ho dovuto combattere con gli attacchi di panico, di cui soffro da anni e che non mi abbandonano mai.
Ma devo dire che Marco e io litighiamo poco anche nella vita: certo, ci capita di discutere, ma non perdiamo mai il controllo e abbiamo un modo molto tranquillo di affrontare i nostri contrasti».
E al settimanale diretto da Osvaldo Orlandini Laura confessa che di Marco vorrebbe «la forza e l’integrità. Marco ha questa capacità incredibile di “camminare sui vetri rotti senza farsi un taglio”, cioè di attraversare le dif!coltà con una lucidità che ammiro profondamente».
Poi confessa come hanno gestito la lontananza dai loro figli durante le riprese della serie: «Uno dei due tornava a casa almeno una volta alla settimana, facendo anche quattordici ore di macchina in due giorni: è stato faticoso, ma ne è valsa la pena. Poi, nei !ne settimana, rientravamo entrambi. E quando a casa non c’era nessuno dei due, abbiamo comunque potuto contare sul supporto dei nonni e di due splendide tate».
© RIPRODUZIONE RISERVATA