E dire che Nicolussi Caviglia, proprio durante i tormentati mesi alla Fiorentina, ha vissuto la gioia fin qui più grande della carriera: la chiamata in Nazionale da parte di Rino Gattuso, avvenuta per le gare di ottobre.

Il nuovo commissario tecnico azzurro ha puntato su di lui anche per far fronte alle assenze di altri centrocampisti: da Nicolò Rovella infortunato a Samuele Ricci, con poco spazio al Milan. Ma al contempo ha lanciato un messaggio chiaro, confermando di avere uno sguardo a 360° e di tenere in considerazione anche elementi mai chiamati prima. 

“Il mio percorso posso paragonarlo a ‘2001: Odissea nello spazio’ – diceva Hans a Coverciano, confermandosi personaggio di spessore culturale – Si passano anche momenti difficili, ma poi si riesce ad andare avanti e a ottenere ciò che si vuole”. E poi: “ll sale della vita sono la curiosità e la volontà: il mister ci ha messo la prima, io proverò a metterci la seconda”.

Alla fine Nicolussi Caviglia non è sceso in campo nelle due gare di ottobre. Né contro l’Estonia, né contro Israele. E a novembre, in pieno psicodramma viola, è stato lasciato a casa da Gattuso.