Da sabato 3 gennaio iniziano i saldi invernali e saranno circa 2,1 milioni (su un totale di 1,4 milioni) le famiglie venete che si dedicheranno agli acquisti. Il settore più coinvolto è naturalmente quello dell’abbigliamento e delle calzature che, come emerge da una recente indagine di Confcommercio Veneto in collaborazione con Unioncamere, interesserà il 70% degli acquirenti. Sempre secondo l’indagine, la previsione di spesa pro capite è di 217 euro per l’abbigliamento, 183 euro per le calzature, 172 euro per i beni legati al tempo libero e al benessere.
Clicca qui per iscriverti al canale WhatsApp di VeneziaToday
Le aspettative di Confcommercio, però, non sono particolarmente ottimistiche. Per il presidente di Federmoda Veneto, Riccardo Capitanio, «mai come quest’anno riscontriamo tanta incertezza». Le tendenze ricalcano quelle degli scorsi anni: «Intanto – dice Capitanio – siamo alle prese con una massiccia campagna social che sta alimentando quelli che potremmo definire i “saldi privati”: abbiamo riscontri di saldi già partiti tranquillamente il 27 dicembre, con qualche anticipo addirittura prima di Natale e con sempre meno remore a by-passare la normativa». A questo si aggiunge la difficoltà a sostenere la concorrenza del commercio online.
C’è poi il tema delle scorte, più scarse rispetto allo scorso anno: «I negozi – spiegano da Confcommercio – si sono riforniti meno e questo, se da un lato ha favorito un miglior rapporto venduto sull’acquistato, dall’altro non permetterà grandi fatturati. Va però detto – aggiunge Capitanio – che a guadagnarci è la qualità. E a quel punto non escludo che anche per i negozianti l’orizzonte si rassereni. I primi giorni, per certi versi già le prime ore, come sempre, ci diranno quale sarà l’andamento generale dei saldi invernali 2026».
L’associazione rinnova l’appello a fare shopping nelle attività dei centri cittadini: «L’importante è che i consumatori riconoscano il valore del negozio di prossimità. Anche quest’anno, per Natale, abbiamo riproposto la nostra campagna volta a comprare sotto casa. È un invito che ribadiamo anche in occasione dei saldi».
Si ricorda che la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. Non c’è obbligo neppure della prova dei capi, anche questa a discrezionalità del commerciante.