La galleria Bombi di Gorizia con Refik Anadol richiama da alcuni giorni un numero altissimo di visitatori, un’opera che attrae per il suo sensazionalismo innovativo. «Si tratta di un sensazionalismo che non è fine a se stesso – afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo – ma che riesce a coinvolgere e a interrogare pubblici molto diversi tra loro». Il valore tecnologico di Anadol crea suggestioni con il movimento di grappoli di nuvole velocissime e incombenti, in mutazione di forme e colori, il tutto sintesi di saperi personali e di intelligenza artificiale. «È proprio questa sintesi, tra visione artistica individuale e intelligenza artificiale, a rendere l’opera particolarmente potente e capace di lasciare un segno» sottolinea Fasiolo.
Anadol apre con altri artisti una nuova pagina dell’arte che fa della tecnologia il suo pennello, il suo scalpello, uno spazio di ricerca molto diverso da ciò che definiamo tradizionalmente arte. «Siamo di fronte a un linguaggio che utilizza la tecnologia come strumento espressivo primario, un vero e proprio pennello contemporaneo – osserva la consigliera – uno spazio di ricerca che va seguito con attenzione e che porterà a nuove evoluzioni future». Resta aperta la riflessione su quanto il mezzo, la tecnologia, faccia da distinguo rispetto al fine, l’espressione artistica del panta rei, del tutto scorre. «È una sfida culturale che interroga il rapporto tra mezzo e messaggio, tra tecnologia ed espressione del continuo divenire», aggiunge.
Questo è il dato certo, l’unica certezza della Dag, la Digital Art Gallery più ampia d’Europa, nella mutevolezza rappresentata da Anadol. «La Dag vive di questa trasformazione continua, che ne rappresenta al tempo stesso la forza e l’identità» evidenzia Fasiolo. L’attenzione dei visitatori, dai ritmi inaspettatamente elevati, pone però altri importanti interrogativi, legati a quello sguardo lungo volto a un presente responsabile ma anche al futuro di GO! 2025. «Occorre guardare al presente con responsabilità, senza perdere di vista le ricadute future», rimarca, richiamando i temi di confine, trasporti, sicurezza e sostenibilità.
La necessità di conservazione strutturale richiederà sempre servizi di sicurezza h 24 nel tunnel digitale più grande d’Europa, di assistenza al pubblico, con connesse spese di gestione. «Una struttura di questo livello necessita di un presidio costante, sia sotto il profilo della sicurezza sia dell’accoglienza» prosegue la consigliera. Sarà inoltre indispensabile garantire il transito, a piedi e in bicicletta, di cittadini e turisti, per mantenere viva l’importante funzione unificante del collegamento transfrontaliero. «La galleria non è solo uno spazio espositivo, ma un collegamento simbolico e reale tra Gorizia e Nova Gorica, una funzione che va tutelata», precisa.
Inoltre, la visita alle due città simbolo della cultura, ricche di luoghi testimonianza di una Storia complessa, necessita di una logistica adeguata. «Se si vuole essere all’altezza di una dimensione realmente europea – sottolinea Fasiolo – servono collegamenti ferroviari snelli, diretti e multidirezionali con Slovenia, Austria, Venezia e il resto del Paese, evitando scomodi cambi». Guardare al futuro significa assicurare una gestione capace di garantire più esigenze e dare risposte ai problemi, anche i più complessi, quotidiani e reali. «Governare questi processi significa unire visione culturale e soluzioni concrete» conclude Laura Fasiolo.
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