Il Contrato collettivo nazionale integrativo è stato sottoscritto da Cisl, Snals, Anief e Gilda, mentre la Cgil non ha firmato. Come spiega il sindacato, si sono confermate “tutte le criticità già evidenziate nel corso della trattativa che mettono in discussione efficacia e sostenibilità della proposta: l’esiguità delle risorse a fronte di una platea molto numerosa (1,2 milioni di lavoratori) con il rischio di compromettere la possibilità di offrire una copertura sanitaria adeguata; la mancanza di trasparenza sulle prestazioni effettivamente erogate, che potrebbero rivelarsi estremamente ridotte o circoscritte; il carattere provvisorio del finanziamento, limitato ai soli prossimi 4 anni, senza alcuna garanzia sulla continuità del servizio offerto. Infine, l’utilizzo di finanziamenti che derivano in gran parte da tagli di risorse già destinate alle scuole (per il funzionamento didattico e amministrativo e per le commissioni d’esame)”. A ciò, spiega ancora la Cgil, “si aggiunge il fatto che i contenuti dell’accordo – dalle finalità alle modalità di impiego delle risorse – sono stati definiti di fatto in modo unilaterale dall’Amministrazione senza alcuno spazio negoziale”.

 

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