di
Donatella Tiraboschi

Il presidente del Volley 1991: «Da tre anni siamo in tre luoghi diversi. Io punto al 2027: a Firenze in un anno e mezzo hanno realizzato Palazzo Wanny»

«Avremo un confronto con i soci appena la giunta ci darà dei tempi per il nuovo palazzetto. Si diceva che sarebbe stato pronto per la fine del 2026, ma ormai è chiaro che ci sono ritardi. Poi decideremo il da farsi». 
Presidente del Volley Bergamo 1991, Andrea Veneziani ha una visione a 360 gradi della questione nuovo palazzetto dello sport, da quando il Comune disse che il vecchio impianto non era più disponibile. «Ero abbastanza sbalordito perché, per far rinascere il volley femminile dopo l’era Foppapedretti, avevamo fatto tanta fatica. Lo stesso ex sindaco Gori ci aveva dato una mano. Mi ricordo che l’assessore allo sport, Poli disse: “Io vi ho avvisato che non avrete più il palazzetto”. Trovai questa cosa inaccettabile».

Il Comune vi rassicurò sui tempi.
«Il Chorus non doveva essere quello che è adesso, c’era l’idea di una palestra agonistica che sarebbe stata costruita nell’area, finché non ci fu prospettato un nuovo palazzetto. Ci dissero: faremo in fretta, dovrete tener duro un paio di stagioni».



















































Così siete andati a Treviglio.
«Che ci ha accolto a braccia aperte, anche se per noi, spostarci da Bergamo, resta un problema logistico non da poco. Dal punto di vista sportivo, viviamo situazioni completamente diverse, perché se prima ci allenavamo e giocavamo nello stesso impianto, adesso da 3 anni siamo in tre luoghi diversi, tra Celadina dove l’impianto è bellissimo, Treviglio e il Chorus. Una complicazione in più. Dobbiamo spostare tutta l’attrezzatura di contorno e quando si gioca al Chorus va montato anche il parquet con implicazioni logistiche. Operazione delicata che seguo personalmente fin dalle 5 di mattina del giorno di gara. È molto bello giocarci, anche se a Treviglio noi siamo a nostro agio, Bergamo è il top».

Soddisfazioni ma anche costi maggiori.
«Al Chorus abbiamo disputato una partita lo scorso anno e cinque in questa stagione di cui l’ultima sarà la prossima domenica. Il punto di pareggio costi/ricavi è fissato a 3 mila spettatori, con questi numeri di botteghino ci ripaghiamo. In due partite abbiamo fatto 5 mila spettatori e nelle altre 2 abbiamo superato i 3 mila».

Da uomo concreto, vede un traguardo per la nuova struttura?
«Io spero, con grande tranquillità, che l’amministrazione ci dia indicazione dei nuovi tempi così che si possa programmare e decidere. Fino ad oggi abbiamo avuto incontri informali, perché non vedevamo iniziare i lavori. Quest’estate c’ero passato davanti all’ex Palacreberg e avevo visto posizionati dei container, ma mi risulta che sia tutto fermo. Ci fu detto che c’erano problematiche, ma che poi si sarebbero recuperati i tempi».

E adesso?
«Dai primi di dicembre non abbiamo più notizie da nessuno, anche perché siamo impegnati sul campo ogni tre giorni. Io punto al 2027: a Firenze in un anno e mezzo hanno tirato su Palazzo Wanny. È una struttura che somiglia molto a quella che si intende realizzare a Bergamo, che non mi piace, perché il bello di un palazzetto è avere il pubblico tutto intorno. Però, ci avevano detto dagli uffici che l’architettura non era modificabile, tanto più che c’era una gran fretta di portarla a termine. Noi cerchiamo di portare avanti la storia gloriosa della pallavolo bergamasca e siamo orgogliosi di essere la squadra di Bergamo, ma adesso speriamo di avere delle date certe e non più fumose. Resistere più a lungo di così sarebbe troppo faticoso».


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1 gennaio 2026