Roma, 1 gennaio 2026 – Romina Power considera necessaria “una fondazione per le ragazze scomparse e le loro famiglie”. Lo scrive parlando della primogenita Ylenia, sparita il 6 gennaio 1994 a New Orleans, proprio 32 anni fa l’ultima telefonata, “per fare gli auguri di buon compleanno alla nonna Iolanda, alla quale era legatissima”.
“Mia figlia Ylenia è viva”
L’artista lo scrive nei “Pensieri profondamente semplici”, il libro che ha appena pubblicato con Rizzoli. Anche Al Bano ha dedicato pagine strazianti alla figlia nella sua autobiografia “Il sole dentro”. Ma le versioni sono opposte: perché Romina è sempre rimasta convinta che “Ylenia non è morta”. E queste sono anche le prime parole del capitolo dedicato alla primogenita, “l’ho avuta giovanissima, a soli 18 anni”. “Nessuna mamma direbbe che sua figlia è morta senza aver visto il suo corpo”, scrive.
Una fondazione per le ragazze scomparse e un libro
Romina Power non considera solo necessaria l’idea della fondazione. Ha anche un sogno-progetto, confida che vorrebbe scrivere un libro sulla ragazze che non sono mai tornate a casa, storie e foto da far circolare. Un lavoro enorme ma urgente, perché è convinta che esista “un’organizzazione che agisce indisturbata” e rapisce giovani donne in tutto il mondo.
Ylenia Maria Sole raccontata da sua madre
Alla sua Ylenia Maria Sole Romina Power dedica l’ultimo capitolo del libro, prima dell’epilogo, in un alfabeto della sua vita al quale mancano lettere, l’autrice promette che colmerà la lacuna con un altro volume. Intanto vuole consegnare un ritratto vero della figlia, perché “tutti hanno millantato verità inesistenti e infondate. Tutti hanno parlato, tranne me, sua madre”.
La storia di Ylenia Carrisi
Ylenia Maria Sole Carrisi era nata il 29 novembre 1970, aveva dunque 23 anni quando è scomparsa. La sua morte presunta è stata dichiarata a dicembre 2014, dopo essere stata richiesta dal padre Al Bano.
Romina Power e la maledizione di New Orleans
“Città nefasta” dove Ylenia fu vista per l’ultima volta: così Romina descrive New Orleans. E più avanti lo racconta come “un posto gelido, pieno di verità nascoste”. L’artista scrive di non aver mai creduto alla morte di Ylenia, al racconto della polizia di New Orleans – “narrazione” – e alle parole del custode che invece avevano convinto Al Bano, anche per quella frase, “io appartengo alle acque”.
Che cosa faceva Ylenia nel ‘93
Romina Power ricorda che la figlia in quell’anno viveva in Belize e aveva deciso di scrivere un libro sulla popolazione dei Garifuna, non sui senza tetto come è sempre stato detto e scritto. Romina Power ne è certa perché conserva i diari della figlia. In tutti questi anni non ne ha mai rivelato il contenuto anche per rispettare la grande discrezione di Ylenia, ragazza indipendente che non amava apparire.
La cugina Ariadna
Nel capitolo su Ylenia compaiono tanti protagonisti di quei giorni. Come Sophia Loren, l’unico personaggio dello spettacolo che nel momento di dolore straziante la chiamò, da mamma a mamma. Parla anche della cugina Ariadna, che anche recentemente è intervenuta in collegamento a Verissimo, e ha raccontato il legame di amicizia forte e speciale con Romina. Viveva in Messico, Ylenia avrebbe dovuto incontrarla il 6 gennaio. Quando invece sparì. E divenne un mistero.