Il romanticismo di Notting Hill è di quelli che fa sognare tutte le volte che si presenta, senza stancare. Questo film del 1999 diretto da Roger Michell con Julia Roberts e Hugh Grant è un cult destinato a brillare per sempre nella storia del cinema. Ma come ogni titolo di grande valore che si rispetti, anche questa rom-com apparentemente classica, nasconde tra gli ingranaggi che l’hanno costruita, delle leggende, comprovate, a dir poco memorabili.

Rivederlo oggi significa non solo scoprire un’opera che ha anticipato temi attualissimi, pur restando ancorata a un romanticismo gentile e per niente cinico, ma vuol dire anche rendersi conto – se si conoscono bene i retroscena – che ci sono scene, tra quelle più celebri, non frutto del caso, ma di decisioni precise, a volte persino rischiose.

Scritto da Richard Curtis Notting Hill nasce da un’idea semplice: cosa accadrebbe se una star mondiale si innamorasse di una persona qualunque? Curtis sviluppò la storia passeggiando davvero per il quartiere londinese che dà il titolo al film, costruendo una sceneggiatura che alterna leggerezza e malinconia, humour britannico e osservazione sociale.

Curiosità che lasciano il segno

Il successo di Notting Hill fu immediato: con un budget importante ma non faraonico, il film conquistò il box office globale e divenne un punto di riferimento per la commedia romantica di fine millennio. Merito anche della chimica tra Hugh Grant e Julia Roberts.


Notting Hill, Julia Roberts e Hugh Grant – Copyright dello studio di produzione e/o del distributore – badtaste

Non tutti sanno, però, che Grant era inizialmente restio a girare la celebre scena del bacio finale. Sembra incredibile ma l’attore britannico in un’intervista dopo l’uscita del film confessò che Roberts “aveva una bocca troppo grande”. Parole che fecero scalpore e che non furono accolte bene dalla diretta interessata, la quale però, alla fine decise di perdonare il collega.

L’attrice a sua volta, all’apice della carriera, trovò il ruolo di Anna Scott più complesso del previsto: interpretare una diva immaginaria significava, paradossalmente, interpretare un pò se stessa e quindi mettere a nudo fragilità molto reali. Anche il cachet dell’attrice, di 15 milioni di dollari, fece discutere, perché identico a quello citato ironicamente nel film, in un gioco di specchi tra finzione e realtà.

E poi che dire della bellissima location? Molti luoghi iconici di Notting Hill esistono davvero. La libreria di viaggi di William Thacker si trova al numero 142 di Portobello Road, mentre la famosa panchina, simbolo di un amore finalmente unito, è diventata un oggetto di culto al punto da essere trasferita dall’altra parte del mondo, precisamente in Australia, acquistata da un fan. A venticinque anni dall’uscita, Notting Hill è un film che non si limita a far battere il cuore. Continua a raccontare di sè, sia di quello che si vede che di quello che è accaduto e accade tutt’ora dietro la macchina da presa.

In copertina: Notting Hill, Julia Roberts e Hugh Grant – Copyright dello studio di produzione e/o del distributore – badtaste