L’influenza sta colpendo con particolare intensità la popolazione italiana, con un forte aumento delle infezioni respiratorie acute e una circolazione virale in costante crescita; il picco è atteso dopo le festività. In provincia di Treviso, secondo i dati dell’Ulss 2, nell’ultima settimana oltre 15 mila persone hanno contratto l’influenza, con un’incidenza di 14 casi ogni mille abitanti. Due terzi dei contagi sono legati all’influenza stagionale e alla nuova variante K. La situazione ha avuto conseguenze gravi: 13 anziani sono morti per polmoniti di origine influenzale e si sono registrate criticità temporanee negli obitori di Castelfranco Veneto e Montebelluna. Sono morti tredici anziani: 200 ricoverati negli ospedali dell’Ulss 2.

Sintomi

I sintomi dell’influenza sono simili a quelli causati da altre infezioni virali e si manifestano in modo improvviso. L’esordio è spesso caratterizzato da febbre elevata, accompagnata da dolori muscolari diffusi, tosse e una marcata sensazione di stanchezza. A questi disturbi possono aggiungersi mal di testa, brividi, perdita di appetito e mal di gola. Nei bambini, non di rado, compaiono anche nausea e diarrea.

Il periodo di incubazione è breve e i sintomi compaiono generalmente entro due giorni dal contagio, con la possibilità di trasmettere il virus già nelle 24 ore precedenti alla loro comparsa. La durata dell’influenza è in media di 7–10 giorni, anche se la stanchezza può persistere più a lungo.

Nei soggetti più fragili l’infezione può andare incontro a complicanze che richiedono l’intervento medico, come polmonite, difficoltà respiratorie, stati di confusione mentale con possibile coinvolgimento del sistema nervoso centrale e, nei casi più gravi, complicanze cardiache. I rischi maggiori riguardano anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza e persone con patologie croniche.

Cosa fare

In caso di influenza è fondamentale favorire il recupero dell’organismo con riposo adeguato, restando a letto per evitare complicazioni e ricadute. È altrettanto importante mantenere una buona idratazione, bevendo acqua, tè o tisane ed evitando alcol e caffeina. Per alleviare febbre e dolori si possono usare farmaci sintomatici come paracetamolo o ibuprofene, e decongestionanti nasali, sempre seguendo il parere del medico. Un’alimentazione leggera ma nutriente, ricca di frutta, verdura e proteine, aiuta a sostenere il sistema immunitario. L’ambiente dovrebbe essere ben aerato e con aria non troppo secca, evitando di coprirsi eccessivamente. È consigliabile inoltre curare l’igiene, limitando i contatti ravvicinati e utilizzando una mascherina se si deve uscire.

La variante K

A contribuire all’aumento dei casi è la diffusione della variante K, una sottoclade del virus influenzale A/H3N2 che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, è in rapido aumento. Al momento non risulta più pericoloso in termini di gravità, ma è associato a un numero elevato di contagi e a sintomi spesso intensi, soprattutto nelle fasce di popolazione più vulnerabili.

Prevenzione e vaccinazione

Sono fondamentali alcune semplici misure di prevenzione quotidiana: lavarsi spesso le mani, evitare luoghi chiusi e affollati in presenza di sintomi e rispettare l’etichetta respiratoria, ossia coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, preferibilmente con un fazzoletto o con l’incavo del gomito, per ridurre la diffusione dei virus.

Gli esperti ricordano che è ancora utile vaccinarsi, poiché il virus continuerà a circolare per diverse settimane. La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata a partire dai 60 anni, per le donne in gravidanza, per i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, per le persone con malattie croniche, per gli operatori sanitari e per le categorie professionali di interesse collettivo.