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In Ferrari sanno come si costruiscono le auto da corsa e non ci sarebbe bisogno di tuning estremi. Scopriamo un modello assurdo.

Chi vuole un gioiello del Cavallino non dovrebbe avere grossi problemi a cucire le proprie esigenze su quelle proposte ufficialmente dagli esperti Tailor Made modenesi. C’è chi non si accontenta delle soluzioni personalizzate offerte dalla Ferrari e chiede a dei tuner degli sviluppi assurdi.

La trasformazione della Ferrari

La trasformazione della iconica Ferrari (Media OMD) Reportmotori.it

La 412 nacque dall’estro di Pininfarina. Venne svelata al Salone dell’Automobile di Parigi del 1976 come 400 GT, evoluzione della precedente 365 GT4. Esteticamente le modifiche erano limitate, mentre meccanicamente era evoluta. Il V12, grazie ad un nuovo albero motore, vedeva crescere la propria cilindrata da 4390 a 4824 cm³ e le sospensioni posteriori disponevano ora della regolazione idropneumatica. Godeva di 340 cavalli, una bella potenza per l’epoca.

A metà degli anni ’80 la 400i era superata sul piano estetico e i tecnici rividero i paraurti e gli interni per migliorarla, facendola schizzare da una cilindrata di 4824 a 4943 cm³ del V12 con l’adozione di serie dell’impianto ABS. La 412 rimase sul mercato fino al 1989 e venne prodotta in 303 esemplari. L’auto venne costruita sulle esigenze degli americani che amavano le berline e le coupé di grossa cilindrata.

La trasformazione della Ferrari 412

L’obiettivo degli specialisti era costruire una versione ancora più avanzata di un’auto già estrema. Per il cambio look un proprietario americano ha investito più di 1,8 milioni di dollari per renderla unica. Otsuka Maxwell Design ha effettuato più di 5.000 ore di lavoro per cambiare molti componenti. Il cuore pulsante è un V12 aspirato da 6,5 ​​litri di una 812 Superfast. Il sistema di iniezione diretta originale è stato sostituito dall’iniezione diretta. Date una occhiata in basso al canale YouTube Hagerty.

OMD ha montato dodici corpi farfallati individuali, oltre a un sistema di aspirazione e un airbox in fibra di carbonio su misura. Associato al motore F140GA della Ferrari, c’è un cambio manuale a sei marce. Quindi è un mix letale per un purista. Il Superfast Gold e il nero impreziosiscono gli esterni della supercar. I parafanghi sono stati allargati e i fari a scomparsa sono stati eliminati. Gli interni sono fatti in cashmere mongolo, il cui prezzo si aggira sui 1.000 dollari al metro quadro. OMD ha aggiunto una strumentazione personalizzata, un quadro strumenti digitale e uno schermo per l’infotainment. Dettagli che non esistono su nessun’altra Ferrari al mondo.

Davide Russo

Laureato in Giurisprudenza, appassionato delle leggi dei motori. Davide ha iniziato a collaborare con diversi web magazine italiani, spaziando dal Motorsport all’Automotive, con un occhio alle innovazioni e l’altro alle curiosità storiche. Ha un pensiero che è diventato uno stile di vita: “I believe that everyone has a calling, motorsport is my true passion!”.

Davide Russo