La Alpecin-Premier Tech continua a seguire il copione degli scorsi anni, che le ha permesso di collezionare successi di primissimo piano e di garantirsi stabilmente un posto nella top-10 del ranking mondiale. L’addio dello sponsor Deceuninck aveva lasciato la squadra in una fase di incertezza, ma l’arrivo di Premier Tech, realtà di primo piano, le ha garantito risorse importanti per il futuro. Nella scorsa stagione, la formazione di licenza belga è riuscita a mettere la firma su due Monumento, Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix, entrambe conquistate grazie alla sua punta di diamante, Mathieu Van Der Poel. Accanto a lui, Jasper Philipsen e Kaden Groves restano certezze assolute e saranno ancora una volta gli uomini su cui il team farà maggiore affidamento per centrare i risultati più importanti. I terreni preferiti non cambiano: volate e classiche sulle pietre.

Gli uomini più attesi

Mathieu van der Poel è senza dubbio tra i corridori più osservati dell’intera scena ciclistica internazionale. Da diversi anni il neerlandese domina i percorsi delle classiche di primavera, affermandosi come punto di riferimento assoluto su quel tipo di terreno, e anche in questa stagione ha messo in bacheca due Monumento di enorme prestigio come Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix. Dopo il successo di tappa al Tour de France e una serie di prestazioni solide fino al termine della sua (non lunghissima) stagione, ha scelto di rinunciare al Mondiale, una decisione più che comprensibile alla luce di un percorso poco adatto alle sue caratteristiche. Resta da capire se nella prossima stagione potrà cambiare approccio e decidere di puntare anche sulla rassegna iridata. Anche quest’anno il fulcro del suo calendario rimarrà con ogni probabilità centrato sulle Classiche Monumento e sulle gare del Nord in generale, dove riesce a esprimersi al meglio. Nel frattempo sta già dominando la stagione di ciclocross e, con una condizione simile, è difficile immaginare che non torni protagonista anche nelle gare su strada.

Dopo VDP, l’altro grande punto di riferimento per i risultati più pesanti è Jasper Philipsen. Il belga ha chiuso la stagione passata con sette vittorie, distribuite tra le gare del Nord e le tappe conquistate al Tour de France e alla Vuelta a España. Non più soltanto velocista puro, si è rivelato un interprete sempre più efficace anche nelle Classiche e continuerà a dividere la propria stagione su due binari. Nella prima parte dell’anno l’obiettivo sarà fare bene nelle Classiche di Primavera, per poi tornare a concentrarsi sulle volate di gruppo, soprattutto dei Grandi Giri, nella seconda metà dei stagione. Il classe ’98 ha già dichiarato di sognare la Roubaix, ma anche quest’anno la concorrenza si preannuncia estremamente agguerrita, non solo fuori ma, ovviamente, anche “in casa”.

Il ruolo di cacciatore di successi sarà affidato anche a Kaden Groves. Il velocista australiano ha confermato ancora una volta la sua costanza e affidabilità, centrando vittorie e piazzamenti nei due Grandi Giri disputati, Giro d’Italia e Tour de France, oltre a raccogliere risultati importanti in diverse altre corse del calendario, tra cui spicca il quinto posto alla Milano-Sanremo, segnale di una crescita anche su percorsi più selettivi. Resta da definire il suo calendario per la prossima stagione, ma è plausibile che la squadra lo schieri soprattutto nelle competizioni in cui non saranno presenti le due punte principali. Alla luce di quanto mostrato finora, però, Groves potrà legittimamente ambire a ritagliarsi spazio e a dire la sua anche in appuntamenti di primo piano.

Un altro nome da tenere d’occhio con attenzione è quello di Tibor Del Grosso. Il giovane neerlandese, al suo primo anno da professionista, ha già mostrato un grande talento, lasciando intravedere un potenziale interessante. Alla luce di quanto fatto vedere finora e considerando l’organico a disposizione, è lecito aspettarsi che nella prossima stagione possa trovare molto spazio, andando anche a caccia di qualche soddisfazione personale di rilievo, soprattutto in gare dal profilo abbastanza movimentato e magari con finali esplosivi. Nelle classiche collinari attenzione però anche al nuovo innesto Francesco Busatto, capace a livello giovanile di vincere la Liegi U23. Nei primi due anni da professionista il 23enne ha trovato alcuni buoni risultati, senza però riuscire ancora a sbloccarsi e a farsi vedere nelle corse più importanti: magari il nuovo ambiente gli consentirà di fare l’atteso salto di qualità.

In rosa trovano spazio diversi altri corridori dotati di un buono spunto veloce che potranno rappresentare un valido elemento di supporto nei treni per gli sprint, ma anche avere occasioni in prima persona in determinate gare. È il caso dell’australiano Jensen Plowright, autore di diversi buoni piazzamenti nel 2025 ma ancora abbastanza discontinuo, del giovane tedesco Henri Uhlig, che potrebbe avere alcune possibilità di mettersi in mostra (soprattutto in giornate un po’ mosse e non da sprinter puri) con l’obiettivo di riscattare una stagione al di sotto delle aspettative e di trovare il primo successo tra i pro’, e di Simon Dehairs, autore di un bel successo nella tappa inaugurale dell’ultimo Giro di Tuchia, ma soprattutto del nuovo arrivato Gerben Thijssen, buon velocista che ha un po’ faticato nell’ultima annata, ma capace in passato di trovare belle vittorie.

Una buona parte dell’organico è composta da corridori chiamati soprattutto a svolgere un ruolo di supporto per i capitani e, in determinate circostanze, a muoversi in prima persona alla ricerca di risultati individuali. Fra questi c’è il francese Florian Sénéchal, una delle novità di CicloMercato, che proverà a rilanciarsi dopo un paio di stagioni molto difficili: lui ha già fatto sapere che sarà votato al sostegno dei “grandi nomi” dell’organico, ma, se la gamba dovesse riprendere a girare come ai bei tempi, ci sarebbero anche possibilità individuali da esplorare. Nel mazzo di corridori che potranno mettersi in proprio, soprattutto in corse di un giorno, ci sono anche Edward Planckaert e il rientrante Maurice Ballerstedt, corridori che sanno macinare chilometri all’attacco e che hanno buone capacità di fondo da utilizzare in gare incerte e magari caotiche.

Per le corse a tappe e, in generale, per le salite ci si affiderà alle qualità di Luca Vergallito. Le competizioni più brevi e contraddistinte da profili altimetrici non troppo spinti potrebbero poi essere la giusta vetrina per Jonas Geens, che nell’arco della sua esperienza alla Flanders-Baloise ha provato a raccogliere risultati di buon livello e che potrebbe giovarsi di un calendario più qualificato. Fra compiti di gregariato e possibili giornate libere a caccia di gloria si dipanerà anche la stagione di Tobias Bayer, Michael Gogl e del nuovo arrivato Hugo Houle, mentre Johan Price-Pejtersen cercherà, nelle cronometro, qualcosa in più rispetto alle recenti stagioni.

Ci sono infine diversi corridori nettamente votati al lavoro sporco. Silvan Dillier è ormai uno dei migliori specialisti quando c’è da mettere il gruppo al passo, mentre Jonas Rickaert e Oscar Riesebeek sono da tempo affidabili ingranaggi del meccanismo da volata; a loro dovrebbe poi aggiungersi Lindsay De Vylder, corridore “pesante” che potrà essere prezioso quando ci sarà da lavorare ad alte velocità. Da vedere poi quali saranno le mansioni cui verrà destinato il 25enne Tim Marsman, che approda solo ora a pieno titolo fra i professionisti e che, nelle corse minori, ha fatto capire di sapersi muovere in finali veloci e complicati.

Le giovani promesse

C’è grande interesse intorno a Senna Remijn. Il 19enne neerlandese ha alle spalle un percorso giovanile di alto profilo e ha fatto ottime cose nel 2025, unica stagione trascorsa nella formazione di sviluppo della squadra belga. Le caratteristiche sono le “solite”, per quel che riguarda i corridori di punta di questa realtà, ovvero predilezione per le Classiche di un giorno, grande resistenza e notevoli capacità esplosive sugli strappi e, in generale, su percorsi dove c’è da rilanciare costantemente l’azione. Sì, detta così potrebbe ricordare un certo Van Der Poel, ma, ovviamente, il talento è tutto da dimostrare al livello più alto.

Arriva dalla squadra di sviluppo, dopo un’unica annata trascorsa in quel contesto, anche il 20enne belga Sente Sentjens, che va a rimpolpare il pacchetto dei corridori veloci, con possibilità di finalizzare in prima persona. Nel 2025 ha raccolto anche qualche giorno gara fra i “grandi”, ottenendo già qualche discreto piazzamento. Per quel che riguarda, invece, il rendimento giovanile, il ragazzo ha dimostrato di saperci fare, sia su percorsi “piatti” che su tracciati più complicati ed esigenti.

Hanno già un anno da pro’ alle spalle lo sloveno Gal Glivar e il belga Emiel Verstrynge. Il primo ha chiuso il suo 2025 leggermente sotto le attese, ma avrà modo, coltivando le sue caratteristiche di attaccante, di ritagliarsi qualche soddisfazione. Il secondo, invece, proverà a mettersi in luce in giornate caratterizzate da profili altimetrici impegnativi, provando magari anche a curare le classifiche generali delle brevi corse a tappe, reparto di squadra in cui c’è tantissimo margine di movimento. Pure Ramses Debruyne, belga anch’egli, ha già una stagione WorldTour portata a termine in carriera. Per lui l’ambito di lavoro sembra quello delle corse con percorsi misti e logoranti, come testimoniano i buoni risultati ottenuti nelle classiche italiane di fine 2025. Le qualità sembrano esserci e non ci sarà da stupirsi se troverà il modo di lasciare segni, anche di primissimo piano, in gare di quel tipo nella stagione entrante.

Aaron Dockx, 21 anni, proverà a dare continuità al “piano di sopra” alle belle cose fatte vedere nel calendario minore nell’arco del 2025; dalla sua c’è una buona predisposizione per le salite brevi e per le corse dallo svolgimento incerto. Più maturo è invece Lennert Belmans, che passa pro’ dopo ben quattro stagioni nella squadra di sviluppo: nel suo caso, bisognerà vedere quali potranno essere i settori in cui direzionare l’ultima parte del suo sviluppo agonistico.

Organico Alpecin-Premier Tech 2026

BALLERSTEDT Maurice 16.01.2001 BAYER Tobias 17.11.1999 BUSATTO Francesco 01.11.2002

ITA

DE VYLDER Lindsay 30.05.1995

BEL

DEBRUYNE Ramses 31.08.2002

BEL

DEHAIRS Simon 04.06.2001

BEL

DEL GROSSO Tibor 27.07.2003

NED

DILLIER Silvain 03.08.1990

SUI

GEENS Jonas 04.01.1999 GLIVAR Gal 01.05.2002

SLO

GOGL Michael 04.11.1993 AUT GROVES Kaden 23.12.1998

AUS

HOULE Hugo 27.09.1990

CAN

MARSMAN Tim 04.10.2000

NED

PHILIPSEN Jasper 02.03.1998 PLANCKAERT Edward 01.02.1995 PLOWRIGHT Jensen 15.05.2000 PRICE-PEJTERSEN Johan 26.05.1999 RICKAERT Jonas 07.02.1994 RIESEBEEK Oscar 23.12.1992 SÉNÉCHAL Florian 10.07.1993 THIJSSEN Gerben 21.06.1998 UHLIG Henri 01.08.2001

GER

VAN DER POEL Mathieu 19.01.1995 VERGALLITO Luca 14.09.1997 VERSTRYNGE Emiel 04.02.2002 BEL BELMANS Lennert 15.02.2002 BEL DOCKX Aaron 28.06.2004 BEL REMIJN Senna 22.01.2006 NED SENTJENS Sente 02.09.2005 BEL General Manager ROODHOOFT Philip 06.11.1975 BEL Direttore Sportivo ROODHOOFT Christophe 18.01.1974 BEL Ass. Direttore Sportivo BUGTER Luuc 10.07.1993 NED Ass. Direttore Sportivo DE KEGEL Kristof 06.01.1984 BEL Ass. Direttore Sportivo KEUKELEIRE Jens 23.11.1988 BEL Ass. Direttore Sportivo MEERSMAN Gianni 05.12.1985 BEL Ass. Direttore Sportivo VAN HECKE Preben 09.07.1982 BEL Ass. Direttore Sportivo VAN SLYCKE Rik 03.02.1963 BEL Ass. Direttore Sportivo
WILLEMS Frederik 08.09.1979 BEL Ass. Direttore Sportivo WOUTERS Kris 18.02.1968 BEL


Volate – 8.9


Colline – 7.8


Montagne – 4


Pavé – 9.5


7.6

Squadra quasi rivoluzionata, per quel che riguarda le unità di supporto, ma con i punti di forza che sono sempre al loro posto: Van der Poel, Philipsen e anche Groves sono a loro modo garanzie di risultati importanti, quando non “monumentali” e possono, in tre, firmare un raccolto che sarebbe positivo per tante altre squadre. A fronte di qualche addio rilevante, i nuovi arrivi aggiungono profondità e, soprattutto, soluzioni diverse nelle aree più care alla squadra, ovvero le volate e le gare di un giorno. Le montagne rimangono invece, un anno di più, fuori dai piani.


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