Grezzana
Chiude il locale gestito da Roberto «Bob» Brunelli e dalla moglie Marisa. Di lì è passata la storia del rallismo nella Valpantena

Tutti insieme per la chiusura di un’epoca al «Miravalle», tra pizze e rombo di motori

Tutti insieme per la chiusura di un’epoca al «Miravalle», tra pizze e rombo di motori
Un’ultima prova speciale, forse la più impegnativa. Salutare la fine di un’epoca che ha visto fare «pit stop» alla pizzeria Miravalle di Grezzana non soltanto generazioni di piloti e appassionati di rally ma anche clienti che si sono fermati a mangiare una pizza.
Lunedì 29 dicembre è stato l’ultimo giorno di attività del locale aperto il 10 giugno 1983 da Roberto «Bob» Brunelli e la moglie Marisa Festi in località Missago 12. Con un pizzico di malinconia ad accompagnare i ricordi. E la benzina di una passione che non è mai andata in riserva per i titolari che 42 anni fa hanno deciso di cimentarsi in quest’attività.
«Ero autista di camion rimorchio», esordisce lui, «ma ho sempre avuto la passione per la pizza. Quando è capitata l’occasione di gestire una pizzeria vicino a casa, abbiamo deciso di provare». L’avvio non è stato facile: c’è voluto tempo per imparare il mestiere però «la passione mi spingeva a provare impasti sempre nuovi. Finché da gennaio 1984 ho iniziato a fare tutto da solo come pizzaiolo».
Pizza e rally
Farina, lievito e sale ben dosati. Si capisce scorrendo le pagine del menù – tra una pizza Lancia Stratos e una 131 Abarth – qual è stato un altro ingrediente immancabile: l’amore per il rally. Tra le mura della pizzeria è passata una parte significativa della storia del rallismo: prima con un Rally Club Valpantena forte di centinaia di soci, impegnato a seguire da bordo strada l’epopea Lancia, i titoli mondiali di Miki Biasion, l’avvento delle World Rally Car e l’evoluzione dei rally moderni.
Dal 2003 in poi la parte organizzativa, con la nascita del Revival Rally Club Valpantena, cresciuto fino a diventare uno degli eventi di auto storiche da rally più seguiti d’Europa, capace di portare al via fino a 300 vetture, oltre al LessiniaSport e al Lessinia Rally Historic, giunto a novembre alla settima edizione. Negli ultimi anni, la pizzeria è stata sede della Scaligera Rallye. Tutti i protagonisti si sono ritrovati il 20 dicembre per una giornata tra addii e amarcord.
Di questo periodo rombante rimane traccia nelle targhe provenienti da tutto il mondo, in modellini, memorabilia e video d’epoca che hanno trasformato quel locale in un luogo simbolo di fervore, amicizia e motorsport. E nell’entusiasmo di Bob: «Servirebbe un museo per farci stare tutto», scherza, precisando che «la volontà del Rally Club Valpantena è individuare una nuova sede operativa in cui proseguire le attività».
L’ora di riposare
Per anni, i successi sportivi sono andati di pari passo con quelli della pizzeria. Il titolare ricorda quando si sfornavano pizze in due turni e si arrivava le 2 di notte con i clienti ancora seduti a tavola. In un clima di famiglia, potendo apprezzare soprattutto nel periodo estivo la parte esterna con vista sulla vallata. Finché alcuni eventi hanno messo il piede sul freno: il passaggio dalle lire all’euro, la crisi del 2008, infine la pandemia.
«Era arrivato il momento di rinnovarci ma è un passo che, essendo ormai entrambi in pensione, non abbiamo voluto affrontare. Era ora di fermarci», riconosce. «Un po’ di malinconia c’è, è inutile negarlo, però», sottolinea, «in questi ultimi giorni mi sono reso conto di quanto i clienti ci vogliono bene. Qui sono nate amicizie profonde».
La chiusura è stata l’occasione per ricordare aneddoti curiosi. Ad esempio quel gennaio 1985: nevicò talmente tanto che agli automobilisti rimasti fermi per strada furono serviti spicchi di pizza. Impastata, ovviamente, con il lievito della passione.