di
Jacopo Storni
Un centinaio di passeggeri in attesa per ore all’aeroporto di Peretola: «Notizie confuse, dopo le 20 ci hanno detto che non saremmo più partiti»
Era tutto programmato: cenone a Westminster, mezzanotte sul Tamigi, albergo a St James Park. Londra era pronta ad accoglierci per un Capodanno programmato da tempo. E invece, il sogno si è infranto contro il muro dei disservizi aeroportuali. Che in questo caso hanno un nome preciso: Vueling, la compagnia che ha cambiato la fine del 2025 a oltre cento persone.
La cronistoria della beffa inizia alle 16, quando arriviamo all’aeroporto di Firenze pronti a imbarcarci. Il volo per Londra Gatwick è alle 18, ma a quell’ora al gate numero 11 tutto tace. Qualcuno si avvicina all’unica hostess di terra presente al gate: «Mi dicono da Vueling che c’è un problema tecnico all’aereo, purtroppo non so altro perché non sono dipendente Vueling». Grande mistero, ma si spera nel meglio. Nella hall ci sono bambini, anziani e una disabile in carrozzina.
Sono quasi le 19, occhi puntati sulla hostess. Ogni volta che parla al telefono sale l’attesa. Alle 19 la notizia: «Il problema dell’aereo non è di facile risoluzione». Si profila il peggio. Si avvicina l’anno nuovo e siamo ancora qui. Immaginiamo di non poter volare e quindi chiediamo se possiamo tornarcene a casa: «Voi potete tornare a casa, ma la valigia resta in aereo, se poi l’aereo parte, parte anche la valigia». E quindi restiamo.
I bambini hanno fame. Un padre cerca di prendere una merendina al distributore automatico, ma l’utilizzo della carta di credito è fuori uso. L’atmosfera si fa pesante. Una signora urla: «Questo è sequestro di persona». Un altro signore aggiunge: «Mia figlia aveva lo stesso volo due giorni fa e, dopo ore di attesa, è rimasta a terra».
Passano i minuti e arriva la bella notizia: «Vueling non ha risolto il problema a bordo, ma c’è un altro aereo della stessa compagnia in aeroporto e si volerà con quello». Applausi. Arrivano gli autobus per trasportare i passeggeri all’aereo. Il cenone ormai è andato, ma la mezzanotte sul Tamigi è salva. Poi squilla il telefono della hostess, risponde, ascolta, i suoi occhi sempre più allarmati, una parola sussurrata: «Oddio». Attacca il telefono e si rivolge alla folla: «Non partite, manca l’equipaggio dell’altro aereo, le hostess erano già andate via, mi dispiace». Un cortocircuito surreale che lascia tutti senza parole. E nessuno di Vueling si fa vedere.
Seguono istruzioni dalla hostess: «Troverete le vostre valigie al Lost and Found, potrete avere informazioni al banco 11 del check in, c’è un volo per Londra domani». Le persone s’involano verso il check in. Coda sterminata e un solo operatore, che in realtà sembra non sapere molto e si limita soltanto a farfugliare qualche parola. «C’è un volo domattina, non sappiamo a che ora, Vueling penserà al vostro albergo». Un signore chiede: «Possiamo ottenere il rimborso?». E un altro: «Io voglio anche il rimborso dell’hotel a Londra». L’aereo per la capitale inglese, si scoprirà molto dopo, è per l’indomani alle 7 del mattino. Non tutti lo prendono, qualcuno rinuncia al viaggio e spera nel rimborso. Proprio come noi, che il giorno dopo ci attacchiamo al centralino di Vueling, che però lascia in attesa i clienti per minuti, prima di far cadere la linea.
Non è la prima volta che i passeggeri Vueling hanno questi problemi. Sono decine i voli cancellati dalla compagnia spagnola nel periodo recente, spesso per problemi tecnici all’aereo. «Se il volo è cancellato o ritardato — spiega Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana — secondo le norme europee si può scegliere il rimborso o il ricollocamento. Inoltre i passeggeri hanno diritto a un ristoro economico».
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2 gennaio 2026 ( modifica il 2 gennaio 2026 | 10:00)
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