I dati dell’ultimo rapporto RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno l’incidenza è molto più alta
Un’impennata improvvisa e anticipata, quella che ha fatto registrare l’influenza stagionale nelle ultime due settimane nel Lazio e che ha costretto a letto oltre 100mila persone. In appena sette giorni si è passati, secondo i dati riportati nell’ultimo bollettino settimanale dell’Istituto superiore di sanità RespiVirNet (il numero 51 relativo al periodo che va dal 15 a 21 dicembre) da un’incidenza bassa, sotto i 13,35 casi ogni mille abitanti, a una media che si ferma ai 17,43 e, quindi, nella settimana successiva a una alta, contenuta cioè all’interno dei 19,61. Arrivando così a raggiungere i livelli di Abruzzo, Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia. Nella fascia successiva, intensità molto alta, ci sono solo Campania, Marche, Provincia autonoma di Bolzano e Veneto.
Più colpiti i piccoli
In quella che è stata l’ultima settimana di scuola, i medici sentinella della regione hanno rilevato 3.773 casi di contagi da virus stagionale, per un’incidenza pari a 17,56. Un dato in controtendenza se paragonato con lo stesso periodo dello scorso anno quando i casi erano invece in flessione e fermi all’11,05. Per poi arrivare al picco, come normalmente accade, con il rientro sui banchi.
Quello che si conferma rispetto al passato è però che a essere
maggiormente colpita è la fascia di più piccoli, dai neonati alle scuole dell’infanzia. I pazienti di età compresa tra zero e quattro anni che hanno preso l’influenza, e che hanno mostrato sintomi classici ed evidenti come spossatezza, febbre alta e tosse, sono stati infatti 534 per un’incidenza di 48,74 casi ogni mille bambini monitorati. Una cifra importante specie se paragonata con la fascia dei più anziani, gli over 65, che sono statisticamente i più vaccinati, che si fermano a un’incidenza dell’8,71.
2 gennaio 2026
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