Jonas Abrahamsen è uno dei corridori più in vista di un panorama nazionale, quello norvegese, che negli ultimi anni ha acquisito sempre maggior rilevanza sulla scena del ciclismo su strada. Il 30enne della Uno-X Mobility è stato protagonista di una costante e continua crescita che lo ha portato a vincere una splendida tappa al Tour de France 2025. Nella sola annata appena conclusa, Abrahamsen ha vinto, alla sua maniera, ovvero attaccando da lontano e mantenendo lo sforzo fino all’arrivo, anche il Circuit Franco-Belge e la Muur Classic Geraardsbergen, diventando così un atleta sempre più riconoscibile, e tenuto d’occhio, in gruppo.

Il suo status gli dà la possibilità di esprimersi anche su una vicenda “politica”, ovvero la cancellazione del Giro di Norvegia 2026, breve corsa a tappe di categoria UCI 2.Pro che aveva ormai una certa tradizione nel calendario mondiale e che quest’anno non si disputerà perché il Governo nazionale ha posto di fatto il divieto di destinare fondi all’organizzazione di gare ciclistiche.

“È davvero una schifezza – le parole di Abrahamsen raccolte da Domestique – Se nel paese non ci sono corse professionistiche che magari passano anche in televisione, i ragazzi non possono vedere i campioni all’opera. Di che cifra si parla, un milione di euro? Per la Norvegia non è nulla, ma è molto importante per lo sport“. Nelle ultime settimane, peraltro, ha iniziato a circolare l’idea che, sulla scena politica e amministrativa norvegese, qualcuno ci stesse ripensando, ma, evidentemente, è tardi, almeno per l’edizione 2026.

Il norvegese non vela i concetti che vuole esprimere: “Non so davvero se i politici sanno cosa stanno facendo… Certo, la Norvegia ha un grande amore per gli sport invernali, ma penso che possa amare anche il ciclismo. Penso che la vittoria di una tappa e una posizione nei primi 10 della classifica finale (con il compagno di squadra Tobias Halland Johannessen – ndr) all’ultimo Tour de France debbano pur contare qualcosa”.