di
Alessandro Fulloni
Il rogo della discoteca Pulse in Macedonia nel marzo scorso fece 60 morti: misure di sicurezza assenti e licenze false. I casi italiani degli anni 80 portarono al cambio delle norme per i locali pubblici
Tragedie simili a quelle di Crans-Montana? In tutto il mondo tante, troppe. La più recente è quella di Kocani, Macedonia del Nord, lo scorso 16 marzo: va in fiamme la discoteca Pulse. Nella calca, muoiono circa 60 persone, tanti i minori. Si scoprirà poi che se non c’erano misure di sicurezza è perché furono pagate mazzette a volontà. Stesse scene di terrore a Kemerovo, in Russia, dove il centro commerciale Zimnjaja Višnja andò a fuoco il 25 marzo 2018. Sessanta le vittime, tra cui dei bimbi che guardavano un film. Le indagini chiarirono che il sistema d’allarme si era guastato una settimana prima della strage.
E ancora, il 29 ottobre 2022: 158 morti a Seul (Corea del Sud) nella calca senza controllo durante i festeggiamenti per Halloween. Altra strage (con 60 vittime) alla discoteca Colectiv di Bucarest, il 30 ottobre 2015. E altri 100 deceduti il 20 febbraio 2003 nel Rhode Island (Usa) quando esplosero dei fuochi d’artificio in un nightclub.
Quanto all’Italia, la tragedia spartiacque — da cui poi nacque la normativa sulla sicurezza — risale al 13 febbraio 1983. Quella domenica un incendio divampò al cinema Statuto di Torino ( foto sopra ). Morirono 64 persone. L’opinione pubblica ne fu choccata, anche perché l’anno prima, a Todi, c’era stata una sciagura simile quando, durante una mostra, per cause mai chiarite andò a fuoco il palazzo del Vignola. Le vittime furono 35. Pertini presenziò a entrambi i funerali. Venne messo sotto accusa l’intero sistema normativo, allora inesistente: con la nuova disciplina, si rifecero cinema, teatri, locali pubblici.
Ma poi l’Italia restò di nuovo sgomenta quando nella notte del 7 gennaio 2018 alla discoteca «Lanterna azzurra» di Corinaldo (Ancona) morirono sei persone, travolte dalla calca: nel locale c’erano 1.500 persone a fronte di una capienza di circa 500.
2 gennaio 2026
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