di
Federico Fubini
Dietro l’enorme spettacolo di droni nei cieli di Chongquing c’è un’azienda – la Damoda, fondata da Liu Hanbin – che allena la sua intelligenza artificiale su dati in possesso del governo cinese, e derivanti dal conflitto tra Russia e Ucraina. Ecco perché lo fa, e quali vantaggi ne trae Pechino
Le feste per l’anno nuovo hanno reso più visibile nel 2026 qualcosa di nuovo in Asia. A Pattaya in Thailandia e soprattutto a Chongqing in Cina sono apparsi in cielo nella notte enormi spettacoli di droni. In particolare quello di Chongqing, una città di seconda fascia nella parte sud-orientale della Repubblica popolare, ha battuto tutti i record: più di undicimila droni illuminati hanno dato vita a una serie di animazioni tridimensionali. Sono apparsi in cielo un enorme gatto in cielo, un bambino e un cavallo che corrono, una medusa che nuota.
La parte meno evidente, ma reale, è che dietro quello spettacolo c’è la guerra. Niente di nuovo, in realtà. Lo sforzo bellico della Prima guerra mondiale spinse allo sviluppo di nuove tecnologie destinate a entrare nella vita civile e a trasformarla, dall’uso dei camion per la logistica, all’acciaio inossidabile per i materiali, ai raggi X nella medicina e decine di altre. Anche la Seconda guerra mondiale ha portato innovazioni che avrebbero modellato l’economia e l’industria civile; fra esse la produzione su larga scala di antibiotici, il primo computer per decifrare le comunicazioni criptate tedesche (il britannico Colossus), per non parlare della tecnologia nucleare in seguito applicata anche alla produzione di energia.
La guerra cambia le funzioni produttive in tempo di pace e lo stesso sta avvenendo dopo quattro anni di attacco totale della Russia all’Ucraina. Il fatto che il Paese aggredito sia cinque volte più piccolo dell’aggressore, ha indotto gli ucraini ad accelerare nell’uso e nell’adattamento dei droni per automatizzare quanto possibile le linee di difesa; anche la Russia ha seguito e sviluppato di continuo i propri modelli. Dopo quattro anni di combattimenti esistono banche dati con milioni e milioni di combattimenti con sempre nuove generazioni di droni. È su quelle banche dati che sta diventando ora possibile addestrare gli algoritmi che rendono sempre più facile guidare i droni attraverso l’intelligenza artificiale.
Ora, grazie ad esse, la Cina sta ottenendo un vantaggio nell’applicazione delle stesse tecnologie nella vita civile: dalla sorveglianza di polizia, a funzioni di logistica urbana come il commercio e le consegne di pacchi. Peraltro non solo nella Repubblica popolare, ma anche almeno negli Emirati Arabi Uniti e in Thailandia le forze di polizia fanno massiccio uso di droni in tutte le emergenze quotidiane.
Lo show di Chongqing è però unico nel suo genere perché, per la prima volta, un’enorme quantità di stormi di droni esegue manovre in cielo coordinate solo dall’intelligenza artificiale. Per questo si sono potuti evitare i piccoli errori e gli scontri fra oggetti volanti che avevano fatto fallire in parte uno spettacolo simile a Ho-Chi-Minh City a maggio scorso, per il 50esimo anniversario della vittoria del Vietnam in quella che i vietnamiti chiamano la «guerra americana».
In entrambi in casi, a Chongqing per capodanno e nell’antica Saigon a primavera scorsa, a creare lo spettacolo è la stessa azienda cinese: la Damoda di Shenzhen.
Damoda è interamente privata, fondata da un ingegnere ultrasessantenne di nome Liu Hanbin, ma ha alle spalle alcuni dei principali gruppi finanziari del Paese. È impossibile valutare dall’esterno quale sia il suo rapporto con il governo, ma è certo che l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale nei droni è reso possibile solo grazie all’accesso a enormi quantità di dati – necessarie ad addestrare gli algoritmi – di cui solo il governo cinese dispone.
Qui la connessione con la guerra in Ucraina conta. Varie persone coinvolte nello sforzo di guerra nel Paese e nell’industria militare convergono nel sostenere che il governo di Pechino è attivo, appena dietro il fronte russo, nel raccogliere dati video sui comportamenti dei droni e i loro combattimenti. Esistono ormai tre categorie di dati di valore diverso che si formano in Ucraina: i meno pregiati riguardano video del suolo presi dalle telecamere montate sui droni in volo; gli intermedi per valore riguardano lo spettro di frequenze radio e le strategia di interferenza contro questi oggetti volanti teleguidati tramite il segnale mandato sulla loro antenna; ma i più preziosi sono i video ottici o termici (convertono le radiazioni infrarosse in immagini) di combattimenti fra droni Shahed russi, di origine iraniana, e intercettori ucraini.
È molto probabile che le imprese e il governo cinese sarebbero comunque avanzati nell’uso di questa nuova tecnologia. Ma il conflitto ucraina ne ha accelerato lo sviluppo e Pechino ha colto l’occasione per avanzare il proprio programma di innovazione. Nella città della Repubblica popolare, già vari milioni di droni svolgono funzioni di vario tipo. L’Europa, dove la guerra ha luogo, a stento si è accorta della colossale discontinuità prodotta dalla drammatica guerra in Ucraina.
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2 gennaio 2026
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