«Sono focalizzato sulla partita, non è un confronto tra Gasperini e me, ma tra Roma e Atalanta». Raffaele Palladino, alla vigilia di una partita cruciale per l’Atalanta (si gioca a Bergamo alle 20.45 sabato 3 gennaio) contro l’allenatore degli ultimi 9 anni, tende a non ridurla a uno scontro fra tecnici.

«Per noi non deve cambiare alcunché. Dobbiamo fare punti anche con squadre più in alto in classifica perché ci mancano – spiega –. La Roma è una squadra d’alta classifica con un grandissimo allenatore che ha fatto la storia del calcio a Bergamo insieme alla società. Ci sono punti su cui lavorare per metterlo in difficoltà: la sfida contro di lui deve essere stimolante anche per i ragazzi».

«Mi aspetto una partita di grande intensità secondo i principi di gioco e il credo di Gasperini. Sarà una partita di duelli individuali. La Roma se l’aspetti bassa ti palleggia, se la prendi alta ti attacca in profondità – chiude -. Bisogna fare bene entrambe le cose. A me interessa farle con intensità, coi tempi e le scalate giuste. Bisogna essere bravi a capire che la Roma ti sporca le giocate quando la palla ce l’hai tu».

Gasp: «Sarà bello salutarsi»

Anche Gasperini ha ricordato Bergamo, i suoi tifosi e l’Atalanta nella conferenza stampa pre-match. «L’accoglienza per De Rossi qui è stata bella e meritata, per quanto mi riguarda, conoscendoci con i bergamaschi, sarà bello salutarsi, ma poi ognuno per sé. Senza prigionieri…» ha dichiarato. «Spero di non esser cambiato da com’ero a Bergamo, ma di esser sempre me stesso – ha aggiunto l’allenatore della Roma -. La cosa che per me è importante è aver fatto presa su questo spogliatoio e aver tolto lo scetticismo che c’era su di me».

«Per me non è stato facile cambiare vita – ha aggiunto -, ma professionalmente sono in una situazione che mi stimola tanto e alla quale credo molto. In questo non sono diverso da


Gian Piero Gasperini

Gian Piero Gasperini

Bergamo, perché quando abbiamo vinto l’Europa League ho pensato che potessimo lottare anche per qualcosa di ancora più alto». E poi: «Torno con grande piacere a Bergamo, perché è stata una bella storia quella con l’Atalanta. È cominciato tutto con Percassi e siamo sempre cresciuti. La vera anomalia, se vogliamo, è stata aver raggiunto certi livelli con bilanci in utile. È una cosa straordinaria e abbiamo dato anche molto fastidio, ma questa è stata la capacità di questo grande imprenditore. Io ho cercato di lasciare la squadra il più in alto possibile e credo di aver lasciato un valore importante lì».