Attenzione: questo articolo contiene spoiler sul finale di Stranger Things.
Il destino di Undici è l’ultima, grande domanda che Stranger Things lascia sospesa. Nel finale della quinta stagione, la ragazza che per nove anni ha incarnato il cuore magico della serie sembra sacrificarsi insieme al Sottosopra. Ma è davvero morta? I fratelli Duffer, creatori dello show, hanno scelto consapevolmente di non dare una risposta definitiva, spiegandone le ragioni in un’intervista a Variety.

L’ultima scena di Stranger Things 5.
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«È una fine pensata per essere ambigua», chiarisce Matt Duffer. «La storia viene raccontata dal punto di vista di Mike e degli altri ragazzi. Loro non sanno cosa sia successo davvero, e quindi nemmeno il pubblico può saperlo». La scena finale con il ritorno nel seminterrato dei Wheeler, una partita a Dungeons & Dragons che richiama l’inizio della serie, è costruita proprio su questa sospensione: Mike sceglie di credere che Undici sia viva, da qualche parte.
Secondo Ross Duffer, questa ambiguità non è un gioco narrativo, ma una scelta tematica. «Undici rappresenta la magia dell’infanzia», spiega. «Per permettere ai ragazzi di crescere, quella magia doveva lasciare Hawkins. Non c’è mai stata una versione in cui lei fosse semplicemente lì, nel seminterrato, come se niente fosse». L’idea era trovare «un finale non semplice, non facile, ma dolceamaro e carico di speranza».
Nel corso della stagione, il dilemma di Undici viene esplicitato attraverso due voci opposte: Hopper, che incarna il desiderio di proteggerla a ogni costo, e Kali, che le ricorda il rischio concreto che il governo continui a sfruttare il suo sangue per nuovi esperimenti. «Quelle due posizioni riflettono esattamente il dibattito che avevamo nella stanza degli sceneggiatori», racconta Matt Duffer. «La domanda era: quale scelta farà Undici?».