BOLOGNA – Lui ha schiacciato l’ultimo punto della vittoria azzurra al mondiale di volley e ha fatto il discorso davanti a Mattarella, lei, laureata al Dams con un dottorato in Musicologia, ha ricevuto il premio “Una vita nella musica giovani” dalla Fenice di Venezia. Lui è Simone Anzani, nato nel 1992, centrale che gioca a Modena, lei è Valentina Anzani, sua sorella, nata nel 1990: insieme hanno fondato “OperaMeet” per appassionati di musica classica e lirica.
Simone Anzani ha attraversato anni difficili, per i problemi al cuore, quattro operazioni, i dubbi, gli stop, fino alla schiacciata nelle Filippine: «L’avevo chiesta quell’ultima palla». Poi le lacrime. «Ho pianto per i sacrifici che ho fatto per tornare a essere quello sono. Me l’ero sognata la finale, ma la sceneggiatura che avevo fatto era bella, non così bella». Ora è tornato a Modena perché «non mi era piaciuto il modo in cui era finita, voglio provare a lasciare un ricordo migliore, magari vincendo qualcosa». Come la Coppa Italia, che inizia la fase finale martedì 30 dicembre con i quarti con Piacenza.
Non è stato semplice riuscire a ritornare in campo: «Ho vissuto un up and down psicologico molto tosto, ma la mia famiglia non mi ha permesso di sprofondare nella depressione. Quando hai delle bambine a cui rendere conto non puoi buttarti giù, loro mi hanno dato la forza per rialzarmi. Saltare le Olimpiadi è stata una bella botta, avevo lavorato tanto per arrivare a Parigi, ma il destino aveva scritto tutto, niente Giochi e vittoria al mondiale».
In mezzo i rischi e i timori: «Quando è successo per la prima volta, avevo paura che mi capitasse qualcosa mentre ero in campo, davanti alla mia famiglia. Mi sono sempre sentito bene con il mio corpo: ero asintomatico, per fortuna se ne sono accorti».
Nel frattempo è nata OperaMeet con Valentina: «Intendiamoci, io di opera non capisco nulla, è stata mia sorella a convincermi con il suo progetto. Non ho un lato “artistico”, vedo i numeri, se è sostenibile, ho fatto corsi per start up e di business plan. Così ho investito su di lei. Ed è lei che mi porta a teatro».
OperaMeet è tante cose insieme, una app per far incontrare chi ama lirica e classica, ma pure consulenze, marketing per teatri, spettacoli, eventi. Simone giocava a calcio, lo misero in porta e si annoiava, così spesso andava fino a metà campo. Non proprio dedito al ruolo, ecco. A 15 anni la pallavolo. Le vittorie, la nazionale, fino all’ultimo saluto alla cena azzurra dopo il mondiale: «Mi mancherete». Ma all’alba vincerà lo stesso. Magari con Valentina.