NARDO’ – Sono finiti in carcere nella notte il 41enne e il figlio quindicenne protagonisti dell’episodio di violenza che si è consumato nel pomeriggio di Capodanno, in via Pompiliano alla periferia di Nardò, quando un 51enne del posto, sceso in strada per difendere la ex moglie del 41enne, è rimasto ferito a una gamba in seguito all’esplosione di alcuni colpi di pistola nell’ambito di una lite degenerata e che poteva finire in tragedia.
Entrambi dovranno rispondere, rispettivamente, dell’accusa di tentato omicidio aggravato e di concorso nel tentato omicidio aggravato. Il padre è stato condotto presso il carcere di Lecce, mentre il figlio minorenne accompagnato presso un istituto penale minorile. Sono entrambi difesi dall’avvocato Giampiero Tramacere e sono in attesa di ricevere la convocazione per l’udienza di convalida dell’arresto.
Nella tarda serata di ieri i poliziotti delle volanti di Nardò e Gallipoli hanno raggiunto il 41enne e il figlio in un’abitazione nella città bella e li hanno poi accompagnati presso il commissariato per essere ascoltati in merito ai fatti avvenuti nel pomeriggio in quel di Nardò.
Al termine delle verifiche, su disposizione della procura, per entrambi è scattato il provvedimento restrittivo in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato in concorso, porto di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni.
Le indagini avviate subito dagli agenti del commissariato di Nardò, si sono ben presto estese fino alla città di Gallipoli, luogo di nascita del 41enne, e grazie anche alle informazioni reperite dal tracciamento dei telefoni cellulari di padre e figlio, i due sono stati poi rintracciati.
La perquisizione domiciliare ha consentito di ritrovare anche la pistola utilizzata nel corso della lite e nel corso della quale sono partiti i colpi di arma da fuoco, uno dei quali ha ferito lievemente uno degli abitanti di via Pompiliano intervenuto in strada per sedare la violenta lite tra l’uomo e l’ex moglie.
La pistola, una Beretta calibro 7,65 con matricola abrasa, è stata quindi posta sotto sequestro insieme anche a 73 cartucce e agli indumenti indossati e al casco utilizzati nel pomeriggio e durante la fuga a bordo di una motocicletta, anch’essa sequestrata. Ulteriori elementi sono al vaglio degli investigatori per l’esatta ricostruzione dell’accaduto e anche sul ruolo, attivo o meno, del figlio maggiore della coppia, che vive con il padre.
Per fortuna le condizioni del 51enne neretino, sceso in strada poco prima delle 17 di ieri, in difesa della conoscente che in quel momento stava litigando con l’ex marito, non si sono rivelate gravi, ma la vicenda si sarebbe potuta trasformare in una vera tragedia visto che il responsabile della sparatoria, il 41enne gallipolino, ormai fuori controllo in seguito all’accesa discussione con la ex moglie, ha estratto l’arma dalla quale sono poi partiti alcuni colpi (bossoli repertati dalla polizia scientifica giunta sul posto), nelle immediate vicinanze della donna, del figlioletto di 7 anni e di altre persone presenti in strada.
Proprio nell’androne della palazzina di via Pompiliano, dove abita una coppia di amici della donna, si stava recando la ex moglie, madre di due figli, e in procinto di separazione dall’ex marito con il quale ormai da oltre un anno i rapporti si sono del tutto incancreniti, sfociando già in precedenza in furibonde discussioni e in episodi di minacce, in un contesto di violenze anche in relazione all’affidamento del figlio minore.
L’uomo aveva infatti già subito alcune denunce e il divieto di avvicinamento disposto dal questore nell’ambito delle misure del “codice rosso” contro la violenza sulle donne.
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