Per anni è stato il “motore” della razionalità: consumi bassi, tanta coppia, chilometri macinati senza intaccare troppo il portafogli. Oggi il “diesel” sembra, invece, quasi un nemico da combattere, stretto tra carburante (gasolio) sempre più caro, restrizioni alla circolazione crescenti e una narrazione che lo dipinge come il grande colpevole dell’inquinamento urbano.

Ma siamo sicuri che il motore diesel non convenga più a nessuno? O si sta facendo la guerra proprio alle auto più efficienti?

Prezzi e costi: il diesel ha perso il suo superpotere

Il primo colpo arriva dal distributore. La storica convenienza del gasolio rispetto alla benzina si è assottigliata fino quasi a sparire, con fasi come quella che stiamo vivendo in questi giorni in cui il diesel è diventato addirittura più caro della benzina (per via dell’aumento delle accise).

I più potenti motori diesel TDI di Audi

I più potenti motori diesel TDI di Audi

Foto di: Audi

A questo si aggiungono bollo, assicurazione e manutenzione spesso più onerosi, soprattutto se il veicolo non è di ultima generazione. Il risultato è che il “conto della serva” che, una volta, giustificava automaticamente il diesel oggi non è più così automatico.

Blocchi del traffico: l’efficienza non basta più

Il secondo colpo è politico-ambientalista. Sempre più città introducono ZTL ambientali, limitazioni progressive e divieti che colpiscono, in primis, i diesel (ma non solo loro), anche quando si tratta di modelli moderni e relativamente puliti.

Mercedes GLS

Foto di: Mercedes-Benz

Il paradosso è evidente: un’auto che consuma poco ed emette meno CO2 su lunghe percorrenze può essere penalizzata più di un benzina più assetato, solo perché “diesel”. In città, oggi, il gasolio non è tanto inefficiente: è semplicemente scomodo.

Ibrido ed elettrico: la scelta più facile (ma non universale)

Nel traffico urbano e nell’uso quotidiano medio, le alternative funzionano. Gli ibridi, soprattutto i full-hybrid oppure i più moderni super o hyper-hybrid (in questo caso però plug-in) spesso consumano meno dei diesel puri, in città. L’elettrico, se supportato da una buona infrastruttura di ricarica o soprattutto di ricariche domestiche a basso costo, offre costi di utilizzo bassissimi e libertà di movimento quasi totale nelle aree urbane.

Dacia Duster Hybrid-G 150 4x4 (2025)

Dacia Duster Hybrid-G 150 4×4 (2025)

Foto di: Dacia

Ma anche qui vale una regola semplice: funzionano bene se l’uso è coerente. Non sono una bacchetta magica per tutti anche perché a prescindere dalle modalità di utilizzo spesso obbligano a spese di acquisto non sempre alla portata della maggior parte del pubblico.

Allora, quand’è che il diesel ha ancora senso?

La risposta è ancora fuori dalle grandi città, sulle lunghe distanze, in autostrada, il diesel continua a fare quello che ha sempre fatto meglio: consumare poco quando i chilometri aumentano.

Audi Urbansphere Concept

Foto di: Audi

Chi percorre 25-30mila chilometri l’anno, magari su tratte extraurbane o per lavoro, può ancora trovare nel diesel una soluzione razionale, soprattutto scegliendo modelli Euro 6d ed Euro 6e di ultima generazione.

Trasporto professionale: il fattore che cambia i conti

C’è però un aspetto spesso ignorato nel dibattito pubblico, ed è quello professionale e fiscale. Per chi utilizza l’auto come strumento di lavoro, il diesel mantiene un vantaggio tutt’altro che marginale: il rimborso e la deducibilità dei costi, accise comprese.

Per professionisti, agenti di commercio, tecnici e partite IVA in regime ordinario, una parte significativa della spesa per il carburante può essere scaricata fiscalmente. Questo significa che il prezzo “reale” del diesel non è quello esposto alla pompa, ma quello al netto delle detrazioni (nel caso di aziende di trasporto può arrivare anche al rimborso totale o parziale delle accise).

Mazda CX-60 2026

Foto di: Mazda

Su percorrenze elevate, il vantaggio contabile può compensare – e in alcuni casi superare – l’aumento dei prezzi e rendere il diesel ancora competitivo rispetto a benzina e ibrido. Certo, servono documentazione precisa, tracciabilità dei pagamenti e un utilizzo effettivamente professionale del veicolo. Ma per chi vive di chilometri, il diesel resta una scelta che i numeri continuano a difendere.

Auto diesel, benzina, ibrida o elettrica: a chi convengono davvero

Alimentazione Pro Contro Conviene a… Non conviene a… Diesel Consumi bassi su lunghe distanze. Coppia elevata. Ideale in autostrada.
Vantaggi fiscali per uso professionale (deducibilità, accise).
Ottima autonomia. Prezzo carburante elevato.
Restrizioni crescenti in città.
Costi di acquisto e manutenzione più alti.
Immagine “penalizzata” dalle politiche ambientali. Chi percorre molti km l’anno.
Professionisti e partite IVA.
Chi guida soprattutto fuori città o in autostrada. Chi usa l’auto solo in città
Chi fa pochi km annui
Chi vive in aree con ZTL ambientali rigide. Benzina Prezzo d’acquisto mediamente più basso.
Manutenzione più semplice.
Meno restrizioni rispetto al diesel.
Buona scelta per uso saltuario. Consumi più elevati
Meno efficiente sulle lunghe distanze.
Costi carburante crescenti. Chi fa pochi km.
Uso misto o occasionale.
Chi vuole semplicità e meno vincoli. Chi percorre molti km.
Chi usa l’auto per lavoro intensivo. Ibrida (full) Ottimi consumi in città.
Accesso e parcheggio facilitato a ZTL e aree urbane (a seconda dei comuni).
Guida fluida e silenziosa.
Buon compromesso tecnologico. Prezzo d’acquisto più alto.
Benefici ridotti in autostrada.
Non sempre conveniente fuori dai centri urbani. Pendolari urbani.
Chi guida molto in città.
Chi vuole ridurre consumi senza ricaricare. Chi viaggia spesso in autostrada.
Chi cerca massima semplicità meccanica. Elettrica Costi di “rifornimento” potenzialmente molto bassi.
Zero emissioni locali.
Accesso libero a ZTL e parcheggi agevolati.
Manutenzione ridotta. Prezzo d’acquisto elevato.
Autonomia variabile
Dipendenza. dall’infrastruttura di ricarica.
Tempi di ricarica. Chi ha ricarica a casa o in ufficio.
Uso urbano/extraurbano breve.
Flotte aziendali e second car. Chi percorre lunghe distanze spesso.
Chi non può ricaricare facilmente a basso costo.
Chi deve viaggiare senza pianificazione.

La risposta: non il motore, ma l’uso

La domanda “conviene ancora il diesel?” ha quindi una risposta un po’ salomonica: dipende.
Dipende da dove vivi, da quanti chilometri fai, da come usi l’auto e da che ruolo ha nella tua vita o nel tuo lavoro. Il problema è che il dibattito tende a semplificare, trasformando una questione tecnica ed economica in una battaglia ideologica oppure di “gusti”.

E così, mentre si parla di transizione ecologica, si rischia di colpire proprio quei veicoli che, in certi contesti, restano tra i più efficienti in assoluto. Non sempre il nemico è il “motore” sbagliato. A volte è l’uso sbagliato, la scelta sbagliata, o la regola imposta senza guardare ai dati.

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