PADOVA – Le barelle si incrociano, lei entra in sala operatoria con il cuore gonfio di emozione proprio mentre lui esce, sorridente e felice, convinto di avere appena fatto a 71 anni il gesto migliore della sua esistenza. Dietro alla porta verde che chiude la sezione chirurgica ha lasciato il rene che a tutti i costi ha voluto donare alla nuora di 35 anni. All’inizio la ragazza non era d’accordo, ma poi l’ha convinta dicendole: «Tu mi hai ridato la vita facendomi diventare nonno di Maria Vittoria e adesso è giusto che io faccia lo stesso con te».
Camilla Camporese dopo il trapianto, e il suocero Luciano Tredese dopo l’espianto, sono entrambi in perfetta salute: lui non vuole che lei lo ringrazi e se prova a farlo ribatte: «Basta, per me è una gioia immensa vederti guarita. E poi da quando ho un rene solo sto meglio, non ho più la pressione alta…».
Una storia a lieto fine di donazione da vivente che si deve alla generosità di una persona e all’eccellenza dell’Unità Operativa Complessa Chirurgia di Trapianti di Rene e Pancreas dell’Azienda Ospedale Università di Padova, diretta dalla professoressa Lucrezia Furian, uno dei migliori specialisti al mondo, la quale ha effettuato l’intervento, mantenendo la promessa fatta a Camilla che glielo aveva chiesto.