di
Giuseppe Guastella
Gli avvocati del conduttore, indagato dopo la denuncia del modello Antonio Medugno, hanno intimato a Facebook, YouTube, Instagram e TikTok di rimuovere le ricostruzioni fatte da Fabrizio Corona
Facebook, YouTube, Instagram, TikTok e Google, consentendo la diffusione delle chat private e delle immagini personali di Alfonso Signorini di «provenienza illecita», contribuiscono ad infangare «onorabilità» e «reputazione» del conduttore televisivo. Per fermare questo stillicidio, gli avvocati di Signorini intimano ai principali social di bloccare ed oscurare le ricostruzioni diffamatorie e «senza alcun fondamento» fatte in rete dal «noto pregiudicato» Fabrizio Corona.
In una lettera notificata formalmente, i legali di Alfonso Signorini, gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, scrivono ai giganti del web: «Avete consentito gravi crimini e condotto gli effetti di tali illeciti a dimensioni incommensurabili, rendendo le conseguenze irreversibili» consentendo l’uso «indiscriminato ed offensivo» dei canali di comunicazione senza il «benché minimo» controllo. L’immagine di Signorini «è irrimediabilmente deturpata dall’illecita, ripetuta, artefatta diffusione di conversazioni ed immagini attinenti la sfera privata più intima e personale». In questo modo, vengono violate le norme sulla tutela della privacy mentre i social e i provider fanno ricavi e profitti sulla sua reputazione grazie alla diffusione illecita di video ed immagini «arbitrariamente» fatte da Corona che ha messo in piazza una «pretesa relazione, personale e privata» tra il conduttore ed il modello Antonio Medugno «risalente al 2021».
Gli avvocati chiedono di bloccare la diffusione delle puntate di «Falsissimo», il format di Corona su YouTube, e la loro diffusione su internet perché contengono fatti e dati per i quali Corona è stato indagato per revenge porn dai pm milanesi Alessandro Gobbis e Letizia Mannella. Avvertono Facebook, YouTube, Instagram e TikTok che, anche nel caso in cui i magistrati dovessero archiviare l’accusa a Corona di diffusione illecita di immagini a contenuto sessualmente esplicito, possono sempre essere ritenuti responsabili di ricettazione di dati di provenienza illecita perché i contenuti messi in rete restano illegali perché violano la privacy di Signorini. Premessa che porta i legali alla conclusione di invitare i cinque giganti del web a bloccare «tutti i contenuti diffusi da Fabrizio Corona».
Gli avvocati stanno valutando di citare in giudizio civile i colossi del web ai quali chiedere risarcimenti milionari, parametrati sulla fama e sul successo professionale di Alfonso Signorini. L’avvocato Missaglia si occuperà del «danno reputazionale e biologico» che avrebbe subito il conduttore tv ed un’eventuale richiesta di pagamento dei danni a carico di Corona e di tutti coloro che hanno hanno fatta da sua cassa di risonanza.
L’avvocato Aiello, intanto, finisce nel mirino della collega Cristina Morrone, che assiste Antonio Medugno assieme all’avvocato Giuseppe Pipicella, per le dichiarazioni che ha rilasciato al Corriere della Sera nelle quali sosteneva che il modello non avesse detto la verità nella querela contro Signorini: per questo motivo è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura per violenza sessuale ed estorsione ed ha poi deciso di auto sospendersi da Mediaset. Medugno ha dichiarato di aver subito delle avances spinte e non volute da Signorini, con il quale non è «mai andato a letto».
«Le affermazioni volte a screditare il signor Medugno, definendolo “balordo” e attribuendogli condotte preordinate al solo fine di ottenere visibilità, sono di una gravità inaudita oltre ad essere diffamatorie e del tutto estranee al tono e al rispetto che dovrebbe dimostrare un avvocato. Nessuna strategia difensiva può legittimare la diffamazione gratuita. È doveroso ricordare che un avvocato, per primo, dovrebbe astenersi da qualsiasi affermazione idonea a screditare pubblicamente una presunta vittima di violenza sessuale, evitando ogni forma di ulteriore vittimizzazione e dimostrando rispetto per la delicatezza della materia» scrivono gli avvocati di Medugno, il quale «si riserva ogni azione legale volta a tutelare la propria onorabilità e attende con serenità lo sviluppo delle indagini».
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3 gennaio 2026
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