di
Giovanna Cavalli
Intervista alla conduttrice tv: «A 7 anni feci lo sciopero della fame
per andare a danza. Con Corrado ero un soldatino»
Tutta casa, chiesa e Rai.
«E allora? Che c’è di male? Sono molto legata alla mia famiglia, quella è la vita vera. E anche all’azienda, dopo 35 anni di servizio. Però non è arrivato gratis, mi sono fatta il mazzo, c’è stato sacrificio. Quanto alla messa, la domenica lavoro, ma certo sono molto credente, con libertà di pensiero». Lorena Bianchetti, 51 anni, è il volto di A sua immagine, rotocalco di approfondimento religioso di Raiuno.
La disegnano così.
«Invece oggi è cambiata la percezione di chi ha fede. In passato i cattolici venivano raccontati male, brutti, tristi, coi baffi. Non siamo quelli».
Comunque è una trasmissione cara ai vescovi. Non si sente condizionata nel vestire o nel parlare?
«Niente affatto. Dalle prime puntate ho messo dei tubini, con le braccia scoperte. Mi arrivavano lettere di protesta di signore bigotte: “Basta con la donna oggetto, si copra”. Allora sono andata alla Cei. “Non ho intenzione di cambiare il mio abbigliamento”. Mi risposero: “Si vesta come le pare”. Condurre un programma religioso non significa che debba mettermi il saio. La fede non si ostenta negli abiti».
Tant’è che nel 2007, da un sondaggio su 800 camionisti, risultò la più amata dalla categoria, come compagna di viaggio ideale.
«Vero. Al tempo facevo Domenica In. Credetti a uno scherzo, invece era proprio così. Beh, non è che mi sognassero per un calendario, al massimo potevo fargli un santino. Ho battuto Sabrina Ferilli e Michelle Hunziker. Non so se erano poi tanto sobri quando hanno risposto. Per strada i tir mi suonavano il clacson per salutarmi».
Se è per questo le proposero davvero di fare un calendario sexy.
«Non accettai, non me la sentivo, sono timida».
Le offrivano 400 mila euro.
«Avrebbero fatto comodo, certo. Però la casa me la sono comprata comunque».
Di recente su un sito a luci rosse ci è finita davvero, a sua insaputa, insieme ad altre donne famose. Foto finte, ma ugualmente mortificanti.
«Lì per lì è stato uno choc. Non capivo perché mi telefonasse tanta gente, poi me lo ha spiegato mio marito. “Sei su un sito porno”. Lui ci rideva, a me è preso il panico. Non ho avuto paura per la mia reputazione, oltretutto si vedeva benissimo che erano fotomontaggi fatti male, però lo stesso mi sono sentita violentata, derubata».
I suoi genitori erano pasticceri. È cresciuta nella dolcezza.
«E nello zucchero a velo. Da piccola i dolci non li assaggiavo nemmeno. Invece da quando papà non c’è più, ne ho sempre voglia».
A 7 anni fece lo sciopero della fame.
«Perché mio padre non voleva più mandarmi a scuola di danza. “Per carità, una figlia ballerina”. Ho smesso di mangiare, mi ero spenta. Mi portarono da un medico, il dottor Capoferro, lo ricordo ancora. Mi chiese: “Che ti piace fare?”. “Ballare”. “Cari genitori, rimandatela a danza e vedrete che guarirà”».
Fece la valletta di Corrado a «La Corrida».
«Ero un soldatino. Se lui si sedeva, mi sedevo, se stava in piedi, stavo in piedi anche io. Lo considero il mio maestro. Una volta intervistò un concorrente fischiatissimo. “Lei è sposato?”. “Mia moglie mi ha lasciato”. “E i suoi figli?”. “Non sono venuti”. “Il lavoro come va?”. “Mi hanno licenziato”. Ridevamo tutti. Corrado ci rimproverò: “Non c’è da ridere. Questo signore è stato coraggioso invece, perché si è messo in gioco”. Fu una lezione».
Con Renzo Arbore a Rai International.
«Al provino non sapevo che ci fosse anche lui, avevo un faro puntato in faccia. Quando finì, vidi un omone alzarsi. “Prendo lei”. Era Renzo. Io sono piccolina, mi sembrò un gigante. Lavorai con lui per tre anni, una grande palestra».

Pippo Baudo.
«Io che da bimba guardavo Fantastico seduta sotto al tavolo da pranzo, mi sono trovata a condurre Domenica In con lui. A volte era anche duro, però c’era tanto da imparare. So che guardava spesso A sua immagine. Gli ho voluto molto bene».
Il momento di imbarazzo.
«Quando il cardinale Ruini è inciampato e si è aggrappato a me per non cadere. Io ho cercato di aiutarlo, praticamente ci siamo ritrovati avvinghiati. Siamo finiti su Striscia la Notizia».
La figuraccia.
«Registravo una puntata estiva di A sua immagine. Ero su un battello, ci stavamo avvicinando a un punto in mare in cui c’è un camminamento di epoca romana. Dovevo scendere e fare qualche passo. Il signore che guidava si è distratto, la barca sbandava. Gridai: “Scivolo, scivolo! Avvicinati di più!”. Ondeggiai. “Scivolo, ca..o!”. Mi è scappata una parolaccia. E sono caduta in acqua ridendo. Ho messo il filmato sui social, mi sembrava carino, non sapevo che si sentiva pure la mia imprecazione».
Qualcuno la rimproverò?
«No anzi. Il vicedirettore di Raiuno era preoccupato che mi fossi fatta male. E sulla parolaccia: “Allora sei umana anche tu”».
Santa o peccatrice come tutti noi?
«Peccatrice come tutti, non sono perfetta anche se mi impegno a rispettare la Regola d’Oro: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”».
Confessi un peccato.
«Mi ingozzo di amatriciana».
Una cosa che non sappiamo di lei.
«Quanto ho sofferto per la morte di papà, è stato uno strappo, ho provato un senso di vuoto e di soffocamento, non ne parlo mai con nessuno».
Suo marito Bernardo, quando l’ha conosciuta, la trovava antipatica.
«E lo sono stata davvero, apposta. Mi ero appena trasferita a Parigi e mi ero messa in testa che stavo bene da sola, con i miei amici. Anche perché non trovavo nessuno all’altezza di mio padre, con il suo acume e la sua intelligenza».
Una sua amica le combinò un appuntamento al buio.
«La prima volta gli ho dato buca. La seconda ci sono andata ma avevo tirato su un muro tra me e lui. “E se poi mi piace e stravolge tutti i miei piani?”. Sono stata scostante. Però Bernie è davvero molto simpatico. Mi invitò ancora per un aperitivo. Da allora sono passati dieci anni e siamo sempre insieme. Quando ne parlo ho ancora i cuoricini negli occhi».
E prima di lui in amore com’era andata?
«Malissimo. Me la cercavo. Sceglievo uomini sbagliati, convinta che tanto uno come papà non esistesse. Mi hanno fatto soffrire».
Ha conosciuto tre Papi.
«Quattro, con Leone XIV che ho incontrato l’estate scorsa al Giubileo dei Giovani».
Giovanni Paolo II. Cosa le è rimasto impresso di lui?
«L’ironia, la solarità, la forza spirituale. Aveva due occhi che ti leggevano dentro».
Di papa Ratzinger.
«La dolcezza, la purezza».

Francesco?
«Per me è stato come un padre».
L’ha intervistato. Era agitata?
«No, perché riusciva subito a metterti a tuo agio. Una volta dovevamo fare una diretta con lui dal carcere di Regina Coeli. Eravamo pronti. Di colpo vidi le guardie del corpo che si toccavano gli auricolari mormorando: “Sta malissimo, la visita è annullata”. Il mattino dopo papa Francesco mi ha telefonato di persona. “Scusami Lorena, ma ieri sono stato poco bene, mi dispiace, so che avevate lavorato tanto”. Rimasi scioccata».
Papa Leone XIV, mi diceva.
«È stato molto carino con me. “Sa che la guardavo sempre in tv? Ora ho tanti impegni, non posso più tanto”. È molto spontaneo».
Ma non le andrebbe di uscire da tanta santità e cambiare un po’ atmosfera? Che so, di fare Sanremo, Affari tuoi, Ballando con le Stelle?
«Sono sempre stata a disposizione dell’azienda. Il mio programma lo amo. Se poi arrivasse la chiamata… io ci sono».
3 gennaio 2026
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