Forti esplosioni, accompagnate da rumori simili a quelli di aerei in volo, si sono verificate intorno alle 2 della notte (le 7 in Italia) a Caracas e in altre località nei dintorni. Almeno sette esplosioni e aerei a bassa quota sono stati uditi nella capitale venezuelana, secondo diversi media internazionali.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha dispiegato una flottiglia navale nei Caraibi, e aveva sollevato nelle settimane scorse la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela affermando che i giorni del presidente venezuelano Nicolás Maduro erano “contati”.
Maduro: “Gravissima aggressione Usa”
Il governo venezuelano ha denunciato una “gravissima aggressione militare” da parte degli Stati Uniti su località civili e militari negli stati di Miranda, Aragua, La Guaira e nella capitale Caracas, e ha ordinato “lo spiegamento del comando per la difesa integrale della nazione”. Dichiarato lo “stato di emergenza” e chiesta la “mobilitazione” della popolazione.
Il ministero degli Esteri venezuelano ha “condannato fermamente l’aggressione statunitense” contro il Paese. “La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, condanna e dichiara alla comunità internazionale la flagrante aggressione militare commessa dall’attuale governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione del Venezuela nelle aree civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, nonché negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira”, si legge in una dichiarazione pubblicata sul canale Telegram del ministro degli Esteri venezuelano Ivan Gil.
Il presidente della Colombia, Petro. “Bombardano Caracas”
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha dichiarato che Caracas è stata bombardata e ha chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione degli Stati americani.
“Allertate il mondo intero, hanno attaccato il Venezuela. Stanno bombardando con missili”, ha dichiarato Petro sul suo account X.
New York Times: no comment dal Pentagono
Il Pentagono non ha voluto commentare la notizia di esplosioni a Caracas. Un portavoce contattato dal New York Times ha detto di essere a conoscenza di quanto sta accadendo nella capitale del Venezuela ma di non avere commenti da fare su un eventuale ruolo degli Stati Uniti.
Sui social media sono visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo, scrive la Afp, ma non è possibile localizzare con precisione il luogo di queste esplosioni, che sembrano essere avvenute nella zona sud e est della capitale venezuelana.
Cbs: “Attacco ordinato da Trump”
Secondo quanto riportato dalla Cbs alcuni fonti dell’amministrazione Usa avrebbero dichiarato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato gli attacchi contro obiettivi all’interno del Venezuela, tra cui installazioni militari.
Altri media statunitensi hanno inizialmente riferito solo che Washington era a conoscenza delle esplosioni, ma non che gli attacchi fossero stati ordinati dalla Casa Bianca.
Secondo le testimonianze non verificate, i luoghi colpiti sono basi militari e in particolare la caserma più importante del paese, Fort Tiuna, a ovest della città, e la base aerea di La Carlota.
Diversi quartieri di Caracas sono rimasti senza elettricità a causa delle esplosioni di stamattina, riferisce la Cnn, secondo cui la prima detonazione è avvenuta approssimativamente alle 1,50 ora locale. “Una di queste è stata così forte che la mia finestra ha iniziato a tremare”, ha detto il corrispondente dell’emittente americana.
Gli abitanti di diversi quartieri della capitale venezuelana hanno preferito lasciare le proprie abitazioni, nelle quali non si sentivano al sicuro, per riversarsi in strada. Secondo testimoni, il rumore della detonazione è stato udito in diverse zone della città, nonché all’aeroporto Simón Bolívar di Maiquetía e al porto di La Guaira. I residenti di quartieri come El Junquito, La Pastora, Macarao, El Hatillo, El Marqués e Los Ruices hanno riferito di aver sentito aerei volare sopra di loro ed esplosioni.
I notiziari venezuelani Efecto Cocuyo e Tal Cual Digital hanno riferito che sono state udite esplosioni anche nello stato di La Guaira, a nord di Caracas, sulla costa del Paese e a Higuerote, una città costiera nello stato di Miranda.
Tajani: “Seguo evoluzione. Meloni informata”
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segue “con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l’evoluzione della situazione” in Venezuela dopo la notizia di bombardamenti sulla capitale, “con particolare attenzione per la comunità italiana”. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “è costantemente informata” e l’Unità di crisi della Farnesina è operativa, ha aggiunto il ministro.
Incendio a Fuerte Tiuna, il più grande complesso militare del Venezuela, dopo una serie di esplosioni a Caracas – 3 gennaio 2026 (AFP)
Cuba: “Terrorismo Usa” contro la “Nostra America”
Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel Bermudez ha denunciato in un post sui social “l’attacco criminale degli Stati Uniti” al Venezuela e ha chiesto alla comunità internazionale di condannare urgentemente quello che ha definito “terrorismo di Stato contro il coraggioso popolo venezuelano e contro la Nostra America”.