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Nel 2029 i requisiti per andare in pensione dovrebbero aumentare di almeno un mese, per effetto del maxi rimbalzo della speranza di vita dopo il Covid che ha già determinato l’incremento di tre mesi da applicare nel biennio 2027-28. A certificarlo è il decreto del 19 dicembre 2025 dei ministri dell’Economia e del Lavoro.
Il decreto ministeriale
Il Dm, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre, è quello che ha ufficializzato l’aumento di tre mesi in occasione del prossimo adeguamento biennale dei requisiti. Un documento che, nei contenuti principali, era già stato anticipato, tant’è che, tramite la legge di Bilancio 2026, si è deciso di diluire l’aumento in due anni, invece di applicarlo subito interamente l’anno prossimo: nel 2027 i requisiti cresceranno di un mese; nel 2028 di altri due mesi.
Aumenti e diminuzioni
Il decreto spiega nel dettaglio come si è arrivati all’incremento del prossimo biennio, che viene determinato confrontando la speranza di vita per i 65enni registrata nel 2023-2024 e quella del 2021-2022. La differenza dei due valori è stata di ben + 8 mesi. Tuttavia,
- nel 2023 i requisiti sono rimasti invariati (la legge dispone solo adeguamenti verso l’alto, non riduzioni), ma tecnicamente avrebbero dovuto essere ridotti di tre mesi, perché la vita si era accorciata a causa del Covid;
- nel 2025 i requisiti non sono cambiati, ma tecnicamente avrebbero dovuto calare di un mese;
- in base alla legge 205/2017, le variazioni in diminuzione non si applicano ma compensano eventuali successivi aumenti;
- sempre in base alla legge 205/2017, l’aumento da un biennio all’altro non può in ogni caso superare i tre mesi ed eventuali eccedenze si applicano successivamente;
- ne consegue che gli 8 mesi di aumento riferiti al 2027-28 sono stati compensati dai 4 mesi (3+1) negativi registrati in precedenza;
- l’aumento nel 2027-28 avrebbe dovuto essere di +4 mesi, ma è scattato il limite di tre imposto dalla legge;
- nel 2029 si partirà già da +1 mese di aumento che avanza da quest’ultimo adeguamento (8-3-1=4, applicati 3, ne resta 1).
Certo, nel frattempo potrebbe registrarsi un ulteriore, imprevisto, accorciamento della speranza di vita che, in tal caso, si dovrebbe compensare con il mese di aumento che ereditiamo. E che, al momento, è certo.

PENSIONE PIÙ LONTANA PRIMA DELL’EFFETTO COVID
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Le stime della Ragioneria generale dello Stato
Le previsioni elaborate dalla Ragioneria generale dello Stato, peraltro, già vanno oltre. Infatti, le tabelle contenute nel rapporto sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario, pubblicate a giugno 2025, già indicavano la crescita di 3 mesi dal 2027 e per il 2029 applicavano un ulteriore aumento di ben 2 mesi. Sulla base di questi dati e di questa prospettiva, appaiono limitati i margini per ulteriori interventi di attenuazione o neutralizzazione dei futuri aumenti dei requisiti, che la maggioranza di Governo, e la Lega in particolare, non hanno escluso nelle dichiarazioni delle scorse settimane effettuate dopo la manovra severa sulle pensioni confezionata con l’ultima legge di Bilancio.