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I due gestori del night club di Crans-Montana che ha preso fuoco sono stati posti sotto indagine penale, con l’ipotesi di reati che includono l’omicidio e l’incendio colposo. Così il comunicato dell’Ufficio del pubblico ministero del Canton Vallese.
Le candele scintillanti sulle bottiglie di champagne, verifiche sul materiale fonoassorbente sul soffitto e la conformità alle normative e le misure di sicurezza presenti nel locale ’Le Constellation’, tra cui estintori e vie di fuga. Sono i punti al centro dell’indagine per omicidio colposo sul rogo di Capodanno che è costato la vita ad almeno 40 persone, molti giovanissimi sotto i 25 anni, e ne ha ferite altre 119, 113 delle quali sono state formalmente identificate al momento.
Numeri ancora incerti ma tra i feriti figurano almeno 71 cittadini svizzeri, 14 francesi, 13 italiani oltre a cittadini di Serbia, Bosnia-Erzegovina, Lussemburgo, Belgio, Portogallo e Polonia, secondo quanto riferito da Frédéric Gisler, comandante della polizia del Canton Vallese.
«Capirete che oggi la priorità è davvero l’identificazione, per consentire alle famiglie di iniziare il loro lutto», ha dichiarato venerdì ai giornalisti Beatrice Pilloud, procuratore generale del Canton Vallese, durante una conferenza stampa. «Siamo consapevoli delle ore particolarmente difficili che stiamo vivendo, del lato insopportabile di ogni minuto che passa senza risposte», ha aggiunto il capo del governo regionle, Mathias Reynard.
Le vittime sono soprattutto giovani, perché il bar è noto per esser frequentato soprattutto da loro, a dire dei ragazzi locali anche da tredicenni. La proprietà del bar è di francesi. Jessica Moretti, presente nel locale al momento del rogo, è rimasta ustionata a un braccio mentre Jacques Moretti non si trovava nel bar al momento dell’incendio notturno, ma in uno degli altri due locali di proprietà dei due.
