Il 2026 si profila come un anno densissimo per il cinema italiano, attraversato da grandi ritorni, film politici, biopic, commedie popolari e opere più radicali d’autore. Dai maestri riconosciuti alle nuove scommesse produttive, questi titoli disegnano una mappa variegata di sguardi sul potere, sulle relazioni, sull’identità e sulle trasformazioni del presente. Ecco i film italiani più attesi della prossima stagione, tra ambizione festivaliera e dialogo con il grande pubblico.

“La grazia” di Sorrentino, il dilemma di un Presidente che ricorda Mattarella

dalla nostra inviata Arianna Finos

27 Agosto 2025

La Grazia

Paolo Sorrentino affida a Toni Servillo il ruolo di un Presidente della Repubblica, al centro di un racconto che non ha nulla di istituzionale o celebrativo. La Grazia riflette sul potere come solitudine, rappresentazione e vuoto, in continuità con Il divo e Loro. È uno dei film che più chiaramente mettono in scena il rapporto tra individuo e Stato, affrontando il tema della scelta e del fine vita.

Succederà questa notte

Il ritorno di Nanni Moretti è uno degli snodi simbolici del cinema italiano del 2026. A tre anni da Il sol dell’avvenire, il regista prosegue il suo percorso più intimo e vulnerabile, lavorando ancora sul corpo, sul tempo che passa e sulla fragilità come fatto pubblico. Il cast ufficiale riunisce Jasmine Trinca, Louis Garrel. È un film che mette in dialogo generazioni diverse e che, come spesso accade con Moretti, diventa anche una riflessione sul ruolo dell’autore nel presente.

(agf)

Falcon

Marco Bellocchio affronta la figura di Sergio Marchionne, simbolo di una stagione industriale e culturale italiana. Il progetto, annunciato da Rai Cinema, si inserisce nel percorso recente del regista, sempre più concentrato sul potere come costruzione ideologica e personale. Falcon non è presentato come un biopic tradizionale, ma come un’indagine politica sul capitalismo e sull’identità nazionale.

La variante di Lüneburg

Gabriele Salvatores porta sullo schermo il romanzo di Paolo Maurensig, costruito come un confronto mentale e morale, che intreccia scacchi, memoria e colpa storica, muovendosi tra il presente e la Seconda guerra mondiale. I duellanti sono un anziano professore tedesco e un giovane talento degli scacchi, legato a un segreto che affonda le radici nei campi di concentramento nazisti. La “variante di Lüneburg” non è solo una mossa sulla scacchiera, ma una strategia esistenziale, un piano di vendetta e di giustizia differita. Nel cast c’è Toni Servillo.

Nessun dolore

Gianni Amelio torna a interrogarsi su colpa, responsabilità e perdita. Il cast ufficiale comprende Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea. Il film si colloca nel solco del cinema più rigoroso di Amelio, dove il dolore individuale diventa sempre una questione collettiva e morale.

Nel tepore del ballo

Pupi Avati si muove nel suo filone più intimista mettendo in scena la parabola umana e sentimentale di Gianni Riccio (Massimo Ghini) conduttore televisivo di successo travolto da uno scandalo giudiziario che lo costringe a rimettere in discussione tutta la sua esistenza. Una storia di caduta e rinascita, dove il ritorno alle origini e l’incontro con un amore passato si intrecciano con la riscoperta di sé.

Le cose non dette

Gabriele Muccino firma un nuovo film corale, centrato sulle fratture emotive, sui silenzi e sulle incomprensioni che attraversano le relazioni contemporanee. Il cast annunciato riunisce Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini. Le cose non dette si inserisce nella linea più riconoscibile del cinema di Muccino, quella che guarda al conflitto sentimentale come specchio di un disagio generazionale.

Il rumore delle cose nuove

Paolo Genovese torna a un cinema centrato sulle dinamiche relazionali e sui non detti, dopo i grandi successi di pubblico degli ultimi anni. Il rumore delle cose esplora ciò che pesa nelle relazioni senza essere pronunciato, lavorando sulle crepe invisibili della quotidianità. È un titolo pensato per intercettare un pubblico ampio senza rinunciare a una riflessione emotiva.

Un bel giorno

Fabio De Luigi torna alla regia con una commedia dal tono più sentimentale e malinconico rispetto ai lavori precedenti. Accanto a lui Virginia Raffaele, in un film che riflette sulle seconde possibilità, sugli inciampi dell’età adulta e sull’idea di felicità possibile.

Scherzetto

Mario Martone lavora ancora con Toni Servillo in un progetto che intreccia teatro, musica e identità. Scherzetto si colloca nel versante più colto e performativo del cinema italiano, confermando la vocazione di Martone a superare i confini tra le arti.

Bianco

Nel 1961, Walter Bonatti guida sei tra i migliori alpinisti della propria generazione in una scalata fino ad allora considerata impossibile: il Pilone Centrale del Frêney, ultimo angolo di Monte Bianco rimasto inconquistato. Con Bianco Daniele Vicari ripercorre la tragica impresa che vedrà ritornare solo tre sopravvissuti e consegnerà il coraggio di Walter Bonatti alla storia. Alla regia Daniele Vicari, protagonista Alessandro Borghi.

Je so’ pazzo

Biopic dedicato a Pino Daniele, con Massimiliano Caiazzo protagonista. Il film attraversa musica, Napoli e identità culturale, con un forte potenziale popolare e generazionale. È uno dei titoli italiani più attesi anche fuori dal circuito strettamente cinefilo.

Gli occhi degli altri

Andrea De Sica gira un film ispirato liberamente al delitto Casati Stampa, esplorando temi di potere, voyeurismo e desiderio in una storia sensuale e psicologica ambientata negli anni ’60, presentata alla Festa del Cinema di Roma, è valso a Jasmine Trinca il premio da migliore attore. Notevole anche la interpretazione di Filippo Timi. In uscita nelle sale italiane a marzo 2026.

Illusione

Francesca Archibugi torna con un racconto sulle aspettative e sulle disillusioni dell’età adulta. Il film si inserisce nel suo percorso più intimista e letterario, attento alle relazioni e ai passaggi di crescita, voce femminile forte del cinema italiano del 2026.

Dio ride

Potrebbe essere una delle sorprese dell’anno. Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando si inoltra nei Seicento toscano per raccontare di un frate che parlando di Dio fa ridere le masse e che per questo attrae su di sé l’ostilità della Chiesa. Il tema, quanto mai contemporaneo, è nel rapporto tra comicità e potere. Liberamente ispirato a una figura realmente esistita.

Il profilo dell’altra

Francesco Bruni porta sullo schermo Il profilo dell’altra, romanzo d’esordio di Irene Graziosi, storia di un legame intenso e simbiotico tra due giovani donne molto diverse: Antonia, una trentenne scrittrice che ha smesso di scrivere, Pilar Fogliati, e Cecilia, una diciottenne influencer di successo, esplorando temi come l’identità, la rappresentazione sui social media, l’amicizia, la crescita personale e la ricerca di autenticità, attraverso una relazione che le porterà ad amarsi, ferirsi e a trasformarsi.

Due cuori e due capanne

Il migliore film di Massimiliano Bruno degli ultimi anni, 2 cuori e 2 capanne racconta l’incontro-scontro tra Alessandra, professoressa di liceo femminista e indipendente (Claudia Pandolfi), e Valerio, ex insegnante di educazione fisica dal maschile irrisolto (Edoardo Leo). I due sono uniti da un’attrazione imprevista e da un’impossibile genitorialità che diventa a sorpresa possibile. Quando scoprono di lavorare nella stessa scuola – raccontata con freschezza, compresa la parentesi dell’occupazione – e che lei è incinta, la relazione si trasforma in un campo di prova emotivo e ideologico. Il tono leggero interroga i mutamenti delle identità di genere e il ridisegno dei rapporti tra i sessi.

Autori e film da tenere d’occhio

Paolo Strippoli, dopo il notevole La valle dei sorrisi dirige L’Estranea con Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi. Tommaso Renzoni riesplora l’universo di Notte prima degli esami in un reboot del classico di Fausto Brizzi. Kim Rossi Stuart scrive dirige e interpreta un film su Tommaso Maestrelli, storico allenatore della Lazio, mentre in Solo se canti tu di Luca Miniero, Matteo Paolillo vestirà i panni di Gigi D’Alessio. Miniero firma anche il ritorno di Benvenuti al Sud, di nuovo con la coppia Claudio Bisio e Alessandro Siani. Fausto Brizzi torna con Quasi Vera con Frank Matano e Laura Chiatti, in cui i protagonisti si scambiano di corpo, riflettendo su verità e apparenze.